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Oliveira: "Chiesa simulatore? Tutto esagerato, spero non vada in crisi"

L'ex attaccante parla dell'etichetta di simulatore attaccata al talento viola, ricordando la sua esperienza dopo un episodio con Toldo ai tempi del Cagliari.

Intervista a Lulù Olivera su La Nazione. Si parte da Chiesa accusato ancora di essere un simulatore: «E mi pare anche in modo esagerato. Davvero esagerato tutto questo. E’ caduto, ma non ha certo chiesto rigore e si vede. Adesso con le riprese che ti inquadrano ovunque è proprio difficile simulare e questo i giocatori lo sanno».

Consigli a Federico? «Sicuramente il padre Enrico, che conosco bene ed è una grande persona, saprà dargli suggerimenti migliori dei miei. Sarà più bravo di me. Credo però che Fede debba stare tranquillo, continuare a lavorare con la stessa serietà e guardare avanti.

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Spero che non vada in crisi per questo, perché posso capire il suo disagio che può provare in questo momento». ETICHETTA. Come ci si sente ad avere addosso l’etichetta di simulatore? «Stai male. Ti senti osservato con sospetto, non solo in campo.

Ma anche quando esci. I ragazzi magari ti incrociano e ti guardano in modo diverso. Poi sui giornali c’era la mia faccia con le accuse. Insomma, non è facile. Una volta arrivato a Firenze è stato ancora più difficile, non per i tifosi viola che mi volevano, e penso me ne vogliano ancora, bene.

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Difficile perché anche con rigori netti non avevo molte speranze di farmeli fischiare». FIORENTINA DI OGGI. C’è un giocatore che può assomigliare a lei? «Diventa difficile cercare di accostare un giocatore a un altro. Però, per velocità e anche dribbling Chiesa mi assomiglia un po’, anche se abbiamo caratteristiche fisiche completamente diverse, pur essendo entrambi mobili». Il campionato?

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«Mi auguro di cuore che la Fiorentina sia la sorpresa. Firenze lo meriterebbe»

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