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Oggi il futuro del campionato femminile: unica chance playoff e playout

Nel Consiglio Federale si deciderà anche il futuro della Serie A femminile: Gravina proporrà una nuova formula per decidere chi andrà in Champions

Un anno fa partiva il Mondiale femminile, con l'Italia protagonista e in prima pagina. Oggi, nel consiglio federale, si decide il futuro di questo campionato femminile: l’appello del presidente Gravina alle 12 società spaccate cadrà nel vuoto: parità di diritti significa giocare, la richiesta di contributi serve a far ripartire la Serie A, sarà il senso del messaggio, scrive il Corriere della Sera.

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RIPRENDERE O NO. In attesa dei fondi Fifa (che ricadranno a piramide su tutto il sistema ma devono ancora arrivare), la Figc ha varato il «salva calcio»: 700 mila euro per il completamento della stagione, sei giornate più il recupero tra Milan e Fiorentina.

Briciole rispetto ai 10 milioni destinati dalla Federcalcio francese alle donne e ai 700 mila per ogni club di Bundesliga di quella tedesca. Le calciatrici chiedono di più e i medici sostengono che, così, rispettare i protocolli per far riprendere in sicurezza il calcio femminile nell’estate del coronavirus è impossibile.

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Juve, Milan (le sole che si stanno allenando), Tavagnacco e Orobica vorrebbero finire il campionato, Inter e Roma no: hanno il problema delle giocatrici all’estero da far rientrare, mancano i voli e le strutture per garantire a tutte, prima ancora dei rimborsi spese, la salute.

Ci sono club che hanno perso lo sponsor, altri in ritardo con i pagamenti, altri ancora incapaci di organizzare persino gli allenamenti individuali. PLAYOFF/PLAYOUT. Per uscire dall’empasse, oggi Gravina proverà a tirare fuori il coniglio dal cilindro: playoff e playout brevi, a 6 squadre, per decidere Champions e retrocessioni, titolo alla Juve prima con 44 punti, sede unica a fine luglio con protocollo anti-Covid fornito (e pagato) dalla Figc.

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Prendere o lasciare. Dire di no sarebbe un autogol clamoroso per il movimento a un anno dal Mondiale e a ridosso di qualificazioni europee impervie per azzurre ferme dal 22 febbraio.

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