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Occhio al bilancio e niente spese folli: tutto sull'Europa, per non perdere il gusto della sfida

Il monte ingaggi resterà nei parametri, niente più colpi come Gomez e Rossi: la qualificazione europea potrebbe dare un po' di sogni contro la 'normalità'

Meno di un mese per indirizzare, forse definitivamente, la stagione della Fiorentina e per capire se dovrà essere archiviata come fallimentare (eguagliare o peggiorare il piazzamento dello scorso anno lo sarebbe anche a detta dei protagonisti) oppure come le basi di una ripartenza.

Spal, Inter, la semifinale di andata con l’Atalanta, ancora i bergamaschi in campionato e poi la Lazio. Passa da qui il presente e, soprattutto, il futuro della società viola. Una partecipazione all’Europa League potrebbe anche regalare nuova linfa e ulteriori importanti risorse.

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Così scrive il Corriere Fiorentino. LINEE GUIDA. Certo, la road map individuata per questa «nuova fase» non prevede al momento la costruzione di una squadra che abbia come obiettivo a breve termine la vittoria di un trofeo. E chi, tra i giocatori (anche se dovesse essere Chiesa), mettesse al primo posto la conquista di una coppa e volesse cercare fortuna altrove non sarà fatto prigioniero.

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D’altra parte le parole d’ordine nei corridoi del club sono chiare: puntare sui giovani fatti in casa (magari senza perderli come Zaniolo e Mancini), mai più spese folli tipo Gomez o Rossi, conferma dell’autofinanziamento per tutte le operazioni di mercato, investimenti immobiliari come il centro sportivo per i giovani e nuovo stadio.

I sogni di gloria, insomma, secondo la società servono a scaldare il cuore ma appartengono a un calcio che non c’è più e nel quale una realtà come la Fiorentina è destinata a ritagliarsi un nuovo spazio. Una nuova, si potrebbe dire, ragione sociale.

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EUROPA. E allora una qualificazione in Europa, oggi più che mai, appare l’unica variabile in grado di spostare il punto di equilibrio fra le ambizioni e il bilancio, e in grado (magari) di consentire qualche eccezione al tetto ingaggi (Muriel che verrà riscattato guadagna già 2 milioni di euro) che non potrà, comunque, tornare alla soglia dei 60 milioni di euro.

L’Europa come stella polare dunque e come stimolo per non rassegnarsi all’idea che possa bastare un posto nella parte sinistra della classifica per salvare una stagione.

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