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Nuovi positivi e tamponi, quello che frena la ripartenza. Ma trapela ottimismo

Il nodo è come muoversi nel caso un giocatore risultasse positivo. La Figc vorrebbe adottare il modello tedesco, cioè isolare solo l’eventuale positivo e consentire agli altri di continuare a lavorare. No del Governo

Un’ora e venti in video conferenza, scrive il Corriere Della Sera: da una parte la Figc e la Federazione dei medici sportivi di Casasco, stavolta fianco a fianco, dall’altra il Comitato tecnico scientifico. Il tema scottante è stato la ripartenza del calcio con gli allenamenti collettivi dal 18 maggio.

Il nodo è sempre quello: come muoversi nel caso un giocatore risultasse positivo. La Figc vorrebbe adottare il modello tedesco, cioè isolare solo l’eventuale positivo e consentire agli altri di continuare a lavorare. Il Cts, su questo punto, è sembrato intransigente.

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Il decreto del governo parla chiaro: 14 giorni di quarantena per chi ha contratto il virus e per tutti quelli che sono stati a contatto con il soggetto infettato. Altro argomento rilevante, l’uso dei tamponi e il reperimento degli stessi, soprattutto nella Lombardia rossa dove lavorano quattro squadre di serie A (Inter, Milan, Atalanta e Brescia).

La Federcalcio e Casasco, per garantire la negatività delle squadre, suggeriscono di ripeterli in continuazione. OTTIMISMO. Il vertice non è stato decisivo, ma trapela un certo ottimismo. Gli scienziati stanno facendo le loro riflessioni e riferiranno, nelle prossime ore, direttamente al ministro della Salute, Speranza, che poi convocherà il collega dello Sport, Spadafora, per prendere una decisione definitiva.

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