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Se non segni mai è impossibile svoltare. Il gol è un problema da risolvere a tutti i costi. Mercato estivo già sotto esame

Il digiuno di reti degli attaccanti sta diventando un grave problema. Senza reti non si svolta. E dai nuovi arrivati il cambio di passo non arriva

La dura legge del gol. Bastano queste poche parole per spiegare il momento della Fiorentina. Che non è difficile, non è tragico, e nemmeno uno dei peggiori degli ultimi anni. Ma non certo positivo né tanto meno esaltante. Anzi.

La dura legge del gol che tante vittime ha fatto. Perché può capitare di giocare bene, creare e sprecare. Alla fine se il pallone poi carambola sul palo e poi sul portiere e va dentro piuttosto che fuori i giudizi possono cambiare.

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E questo è il calcio. Ma se in partite in cui non giochi bene, fai fatica, soffri, ed in più sprechi quelle poche occasioni da gol nitide che ti capitano, allora, c'è poco da fare.

E quando questo meccanismo diventa cronico, ecco che provare a svoltare in chiave Europa diventa pressoché impossibile.

Gli attaccanti non la buttano dentro. Simeone è tornato quello di inizio stagione scorso. E le alternative non lo fanno rimpiangere. Mirallas non ha convinto, Eysseric molto male, Pjaca non è ancora quello che ci si attendeva, e poi c'è Chiesa.

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Unica luce accesa e splendente in mezzo al piattume generale che aleggia su alcuni singoli. E poi ci sarebbe Vlahovic. Che evidentemente, però, non è ancora giudicato pronto. Così come Sottil. Thereau è più un caso che altro.

Ed intanto, mentre i passi indietro dal punto di vista del gioco stanno iniziando a preoccupare, che mischiata alla cronica mancanza di cinismo sotto porta stanno causando l'attuale situazione viola, anche il mercato estivo sta iniziando a finire sul banco degli imputati.

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Pioli c'è già. Perché non sembra ancora esser riuscito a dare un gioco ai suoi, perché a volte dovrebbe e potrebbe osare di più (ad esempio nel finale col Cagliari in molti hanno mal digerito il cambio Vlahovic-Simeone quando si poteva provare il doppio centravanti) e per la difficoltà espressa dalla Fiorentina nelle ultime settimane nel creare occasioni da gol, che non può essere solamente  legato alle difficoltà di qualche singolo.

Ma adesso è anche la coppia Corvino-Freitas ad essere finita nel mirino della critica. Fin qui, infatti, escludendo Lafont, i calciatori arrivati in estate hanno deluso. Pjaca, Gerson, Edimilson su tutti. Gli altri, dai Norgaard ai Ceccherini passando per gli Hancko sono ancora pressoché misteri.

E se agli uomini mercato viola, così come alla società, va dato merito e atto di aver rinunciato a offerte multimilionarie e più che invitanti per difendere i propri talenti.

Che non è da tutti. Ma non può bastare quando ti chiami Fiorentina e teoricamente, sempre teoricamente, dovresti puntare almeno all’Europa. Il vice Simeone che non c’è, perché evidentemente Vlahovic non è ancora considerato tale.

Simeone stesso. La mediana. E Pjaca. Per il momento tutti dubbi.

E sabato a Firenze arriva la Roma. Occasione unica per provare ad invertire il trend e spazzare via l’onda di mediocrità evidenziata in queste ultime partite. Per tornare a fare punti pesanti, ed a credere che l’involuzione mostrata in queste recenti gare sia solo un momento passeggero.

Perché non vincere, in gare come quella di San Siro, all’Olimpico, e a Marassi ci può stare, a proposito di dura legge del gol. Ma non creare occasioni e soffrire con avversari del tuo livello o inferiori no. A Pioli il compito di dare delle risposte.

Anche a livello tattico. E ad alcuni singoli l’imperativo di cambiare marcia. Ormai, per quanto riguarda il mercato, il dado è tratto. E gennaio è ancora lontano. E questo lasso di tempo dirà se il mercato estivo è stato solo una serie di errori di valutazione, oppure una piacevole sorpresa.

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