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Niccolò Pierozzi: «Vi racconto l'addio alla Fiorentina. Che soddisfazione il gol alla Juve»

Il terzino fiorentino è un fedelissimo di Pippo Inzaghi e tra le frecce del Palermo in Serie B: «Orgoglioso del percorso in viola»

Lo chiamano il fedelissimo di Inzaghi perché nelle sue ultime tre avventure (Reggina, Salernitana, Palermo) è stato allenato da Pippo. Ma Niccolò Pierozzi ha tante storie da raccontare. Cresciuto a Firenze, sbocciato altrove. Parla così al Corriere dello Sport – Stadio il terzino classe 2001: «La mia famiglia è del quartiere di Rifredi, fino a 20 anni non mi sono mai mosso da Firenze ed ero orgoglioso di quel percorso. Le giovanili viola sono una scuola formidabile, ho girato l'Europa con i tornei di categoria, vinto la Coppa Italia, avuto allenatori come Bigica e Aquilani». 

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VIA DA FIRENZE. «Nel 2023 sono stato 6 mesi in prima squadra, ma un infortunio mi ha tenuto fermo a lungo. C'era Italiano in panchina, ho esordito in Conference League ma a gennaio ho preferito cercare più spazio alla Salernitana. Poi in estate con la società non abbiamo trovato l'accordo sul rinnovo e si è presentato il Palermo: un'opportunità che ho sposato subito, qui vedo la possibilità di arrivare molto in alto». 
 
GEMELLO. Legame forte con Edoardo, suo gemello: «Siamo monozigoti, quindi ci somigliamo davvero moltissimo tanto che sin da piccoli ci scambiavano l'uno per l'altro. Lui è passato da Palermo in un altro periodo, era in prestito e la squadra si stava ricostruendo. Edo oggi gioca nel Benevento, è 1° in classifica». 

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FEDELISSIMO DI INZAGHI. L'etichetta pesa? «Non mi limita affatto, fra me e il mister c'è un rapporto di fiducia che prosegue da anni e che va oltre il calcio. Siamo stati assieme alla Reggina e a Salerno, l'ho ritrovato a Palermo. So come lavora, ho cercato di essere un riferimento anche per i compagni spiegando le sue idee». 

GOL DA ESTERNO. «Già quando ero alla Pro Patria in C ho fatto 8 reti in un anno. Con la Salernitana ho segnato anche un gol di testa allo Juventus Stadium, per un fiorentino una grande soddisfazione». E col Palermo già 5 gol, soprattutto su palla inattiva. «Sono situazioni che proviamo, non ci sono segreti: lavoriamo molto su video che poi riportiamo in campo. Non è un caso se un giocatore si trova in quel posto, il movimento di uno libera l'altro». 

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