Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Nel pingpong Uefa-Tas il vuoto che ha permesso al Milan di spendere in barba al fair play

Prima le sanzioni dell’Uefa, poi la revisione del Tas. Ma ancora non c’è la sentenza definitiva sul Milan. In questo vuoto i rossoneri hanno speso ancora

Come riporta la Gazzetta Dello Sport, nel pingpong Uefa-Tas-Uefa, il Milan ci ha beneficiato due volte. Nyon ha valutato fatti e cifre del ciclo di Yonghong Li, mentre a Losanna hanno preso in considerazione la nuova realtà dopo il passaggio di proprietà, successo subito dopo la pronuncia di Nyon.

Di questo «vuoto» il Milan ha approfittato, svolgendo un mercato ricco e tecnicamente convincente, benché a base di prestiti e obblighi/diritti di acquisto. Un mercato che probabilmente il Milan non avrebbe potuto realizzare se il Tas avesse semplicemente attenuato le sanzioni.

sponsored

Tutto questo ha infastidito — tanto per usare un eufemismo — altri club italiani ed europei: le loro violazioni del fair play finanziario in passato sono state meno gravi, ma hanno dovuto accettare le misure punitive. In attesa delle motivazioni del Tas, una decisione non può essere presa e nel frattempo il Milan dovrà costruire un «business plan» più solido.

sponsored

Quindi il giudizio è sospeso, ma il club rossonero sa che eventuali aggravamenti del deficit, prima o poi, finirebbero sotto il controllo dell’Uefa.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento