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Nazione – Riecco il Verona: l'andata da incubo, ora c'è da chiudere il cerchio per la rimonta

Il ko al 93' di Orban al Franchi sembrava una pietra tombale sulla stagione viola, ma da lì è partita un'altra storia

L'istantanea di quel minuto 93 ancora negli occhi, nonostante siano passati più di cento giorni. Era il 14 dicembre. I giocatori viola con il braccio alzato a chiedere una rimessa dal fondo. Inutimente. Il gol di Orban fu totalmente regolare. ll baratro si spalancò davanti alla Fiorentina, scrive La Nazione.

CONTESTAZIONE E PAURA DI RETROCEDERE. La contestazione feroce del Franchi e una partita persa che suonò come una sentenza di retrocessione. Dal Verona al Verona. Quelli erano i giorni delle statistiche impietose. La Fiorentina non aveva ancora vinto in campionato (sette giorni dopo arrivò il primo successo con l'Udinese) e la storia raccontava che mai nessuno era riuscito a salvarsi senza vittorie a quel punto della stagione. Solo 6 punti in classifica alla 15° giornata, a -4 dal Pisa, -6 dal Verona, -8 da Parma, Genoa e Cagliari e dalla zona salvezza. Vanoli era arrivato da 5 giornate, ma già si ventilava la possibilità di un esonero. Si era visto poco, caratterialmente e tatticamente. Riunioni, confronti, rese dei conti. Ma da lì in avanti la Fiorentina ha cominciato a far punti. 

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RITMO QUASI EUROPEO. Con qualche passo falso, inevitabile, ma con un ritmo non da zona salvezza. Quindici punti mangiati al Pisa, diciassette al Verona, dodici al Lecce, sedici alla Cremonese, sette al Cagliari. Nessuno là dietro ha tenuto il passo dei viola, che infatti nel girone di ritorno viaggiano a un ritmo (quasi) europeo. Ora di nuovo il Verona, ma al Bentegodi, con una prospettiva diversa. E per chiudere un cerchio che somigliava a un incubo. 

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