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Nazione - Nicoletti (mental coach): «Vanoli deve dare punti di riferimento chiari»

Le dichiarazioni del mental coach sui numeri della crisi viola

Il mental coach Stefano Nicoletti ha parlato a La Nazione della crisi della Fiorentina:  «Dieci punti buttati nel recupero sono tantissimi. Nei minuti finali l'attenzione al risultato diventa dominante, specie quando si è in vantaggio e si ha qualcosa da perdere, ma questo meccanismo si amplifica se ci sono già stati episodi negativi ed è questo il caso dei viola: non c'è solo la paura di perdere il vantaggio ma anche il ricordo di quanto accaduto in precedenza». 

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PIAZZATI. «Un caso che questi blackout si verifichino spesso sui calci piazzati? No, affatto: nei calci piazzati servirebbe concentrazione su palla, uomo e movimenti in area. Ma una situazione così delicata come quella che sta vivendo la Fiorentina porta i giocatori ad aumentare l'attenzione solo sull'uomo da marcare e a perdere quella sulla palla. Ci si aggrappa all'avversario, mentre lui guarda solo il pallone e riesce a colpirlo». 

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VANOLI E IL GRUPPO. «Uno dei compiti principali dell'allenatore è tenere la testa della squadra sulle cose da fare. Se manca questo aspetto, anche la tattica passa in secondo piano. L'allenatore deve richiamare continuamente l'attenzione sugli aspetti fondamentali del gioco, perché sono quelli che costruiscono i risultati. Questo lavoro però non può arrivare solo dall'esterno. Serve un impe-gno condiviso all'interno del gruppo. I leader devono avere chiaro questo obiettivo e mantenerlo vivo».

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CONTROMISURE. «Il lavoro parte da fuori dal campo. In situazioni come quella della Fiorentina si crea spesso la sensazione che anche quando le cose vanno bene qualcosa sia destinato a rompersi. La consapevolezza di questi meccanismi permette di prevenire il circolo vizioso. L'allenatore deve fornire punti di riferimento chiari».


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