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Nazione – 'Ma icché v'ha fatto Fagioli?'. La Nazionale e quelle discussioni tra etica e tattica

Rimasto fuori dalle scelte di Gattuso, ha pagato i suoi sbagli ed è cresciuto tanto alla Fiorentina

Ma icché v'ha fatto Portillo? Era lo striscione della Fiesole che venne srotolato nel 2004/2005, per il talentino arrivato dal Real Madrid su cui si accaniva la critica. Più di 20 anni dopo, si potrebbe declinare con «Ma icché v'ha fatto Fagioli?». Già perché lascia un po' perplessi questo feroce accanimento nei confronti del giocatore viola reo, secondo esternazioni più o meno blasonate, di essere ‘scarso’, scrive La Nazione.

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ETICA E TATTICA. Accostare il regista viola alla Nazionale sarebbe un'eresia. Non si capisce se tattica o etica. Partiamo dalla seconda. Nella vita si può sbagliare, anche in maniera pesante. Una volta che si è pagato il prezzo della colpa si chiude un capitolo, seppur doloroso e colposo, e se ne apre un altro che Nicolò si sta faticosamente e con merito guadagnando. Sull'aspetto tecnico si può anche discutere. Difficile sostenere che Fagioli non stia vivendo un'evoluzione positiva nella costruzione e nell'interdizione. 

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I NUMERI. Ad oggi le cifre pariano di sette palloni recuperati a partita e la percentuale di duelli vinti (palla a terra) supera il 70%. La precisione nei passaggi corti è superiore al 90% e nei lanci lunghi (oltre i 25 metri) si viaggia oltre il 75%. Si può sempre migliorare, per carità, ma le cifre sono queste. Se parliamo di continuità e pericolosità sotto porta, allora possiamo discutere, non che il talento non gli appartenga. 

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