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Nazione – La tesi di Grosso, tra psicologia e filosofia: «Io vincente e convincente»

Focus sulla tesi a Coverciano del prossimo allenatore viola: nessuna lavagna tattica, le citazioni di Oronzo Canà, Nadal e 'L'attimo fuggente'

Prima l’uomo, poi il tecnico. Prima la testa, poi la tattica. Nel 2013 Fabio Grosso conseguì a Coverciano il patentino Uefa Pro con una tesi dal titolo già di per sé eloquente: «Atteggiamento, mentalità e motivazione… poi tattica e moduli». Diciannove pagine appena ma sufficienti per delineare una filosofia che ancora oggi appare attuale. Così scrive La Nazione.

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PSICOLOGIA. Colpisce innanzitutto ciò che non c’è: nessuna lavagna tattica e nessun riferimento a modelli calcistici. Grosso non parla mai di campo. Si interroga invece su cosa significhi diventare allenatore e sulla consapevolezza che alla preparazione atletica debba accompagnarsi quella psicologica: «Se così non fosse – scrive – magari potremmo finire per ricorrere alla ‘bizona di Oronzo Canà’ pur di trovare escamotage per stupire». L’autorevolezza, citando una riflessione di Rafael Nadal, viene riconosciuta dai giocatori e si conquista giorno dopo giorno attraverso stima e rispetto.

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COESIONE. Senza coesione, secondo il tecnico, non esiste risultato. L’allenatore nella sua visione non è solo un trasmettitore di conoscenze ma una figura in continua evoluzione, chiamata ad aggiornarsi e a comprendere gli aspetti psicologici degli atleti. Non a caso Grosso richiama «L’attimo fuggente»: come il professor Keating sale sulla cattedra per invitare gli studenti a osservare la realtà da prospettive diverse, così il tecnico deve saper cambiare punto di vista per comprendere chi ha di fronte. 

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CONVINCENTE. Il ruolo dell’allenatore coincide prima di tutto con quello del motivatore. Anche nei momenti difficili la ricetta è chiara: evitare il «riduzionismo delle responsabilità del singolo» e continuare a credere nella forza del collettivo. La conclusione della tesi suona quasi come un manifesto: «Mi piacerebbe riuscire a rappresentare l’immagine di un allenatore vincente ma intanto vorrei cominciare con l'essere un allenatore convincente»


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