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Nazione – Dalla Samp alla Juve, l’ascesa di Paratici. Che ora riparte dalla Fiorentina

La carriera di Paratici, fatta di tanti colpi a Sampdoria e Juventus. Ora la ripartenza dalla Fiorentina

Ventidue anni da dirigente parlano da soli per Fabio Paratici, scrive La Nazione. Il ds piacentino non ha dimenticato la Sampdoria, in una struttura dirigenziale ampia ma che ha segnato la sua crescita professionale. Con la guida di Marotta riuscì a mettere a segno colpi come quelli di Cassano (reduce dalla fallimentare esperienza al Real Madrid) e Giampaolo Pazzini, comprato proprio dalla Fiorentina nel gennaio del 2009 per 9 milioni e rivenduto due anni dopo all’Inter per il doppio esatto. Venne fuori una squadra divertente e vincente spinta dai gol dei due attaccanti. 

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L’approdo alla Juventus ha rappresentato un salto di qualità sia a livello manageriale che di crescita professionale. Tanti gli affari riusciti, altrettanti i campioni portati in bianconero. Dybala, Tevez, Vidal solo per citarne alcuni. Il primo capolavoro nel 2011, quando strappò Andrea Pirlo al Milan a parametro zero. Diventerà il play - probabilmente - più forte della sua epoca. A livello manageriale il fiore all’occhiello resta l’operazione Pogba. Prelevato dal Manchester United a parametro zero nel 2012 e rivenduto allo stesso club inglese quattro anni più tardi a 105 milioni (bonus inclusi). Non si è fatto pregare nemmeno di fronte al colpo più mediatico degli ultimi anni in Serie A. L’arrivo di Cristiano Ronaldo per 100 milioni dal Real Madrid ha rappresentato il punto più alto della sua carriera. Macchiata, giusto dirlo, dal caso plusvalenze e dalla squalifica di trenta mesi («Mi sono vergognato dal dovermi difendere da un fatto che non ho commesso») e dal caso Suarez, nel quale fu coinvolto in seguito alle indagini per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte dell’attaccante uruguaiano.

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