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Nazione - Braschi, Fiorentina una passione vera. Lacrime e sacrifici fino all'esordio

Infortuni, determinazione e una passione di famiglia: così Braschi ha coronato il suo sogno

Una notte lunga una vita. Un sogno di bambino diventato realtà per Riccardo Braschi. Emozioni forti, lacrime in eurovisione e una notte quasi insonne in ritiro. Così scrive La Nazione. 

PASSIONE VIOLA. Quella vissuta giovedì è stata una giornata speciale anche per tutta la famiglia Braschi, che ha suggellato una passione viola nata molti anni fa. Riccardo aveva appena 3 anni quando iniziò a scoprire la Fiorentina accanto al bisnonno «Cecco», scomparso all'età di 103 anni. Insieme a lui, al nonno Gabriele e al padre Lorenzo, Ricky guardava in televisione la Viola di Prandelli, anche se quando la partita diventava noiosa il suo scherzo preferito era alzarsi e spegnere la tv tra le risate di tutti. 

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SACRIFICI. A far crescere quella passione ci ha pensato però soprattutto il babbo Lorenzo, che su YouTube gli ha fatto rivivere le notti Champions della Fiorentina: prima i gol di Batistuta, poi quelli di Gilardino. Ad agosto 2013 la prima partita allo stadio. Dietro le lacrime di giovedì, però, ci sono anche anni di sacrifici: prima la crescita alla Sestese e poi, dall'età di 8 anni, il passaggio nel vivaio viola. Ma soprattutto una lunga serie di infortuni a 15 anni: la rottura dello scafoide, il naso fratturato 3 volte, un polso lesionato e un problema al piede che lo ha fermato per mesi. La determinazione, trasmessagli dal babbo e mamma Dania, non è però mai mancata. Tanto che più volte è andato in Croazia a perfezionare la tecnica con uno specialista come Dragan Pejic

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