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Nazione - A Bialystok sangue freddo e nervi 'caldi'. Area sensibile per la guerra tra Russia e Ucraina

A Bialystok la Fiorentina troverà una morsa di ghiaccio e uno stadio tutto esaurito

Secondo quanto scrive La Nazione, la Fiorentina è atterrata ieri nel primo pomeriggio in Polonia e ha trovato ad accoglierla una trappola di ghiaccio: -9°C segnava il termometro all'arrivo a Bialystok, dopo quasi tre ore di pullman dall'aeroporto di Varsavia.

FREDDO SIDERALE. La stessa temperatura che accompagnerà i viola questa sera, quando alle 21 affronteranno lo Jagiellonia in un match che si preannuncia tanto delicato quanto estremo dal punto di vista climatico. Nei mesi scorsi entrambi i club avevano chiesto alla Uefa di anticipare il fischio d’inizio alle 18:45, per ragioni climatiche e logistiche - la Fiorentina sarà costretta a ripartire solo domattina - ma l'incastro col calendario non lo ha permesso.
Per non farsi sorprendere, in ogni caso, la Fiorentina è partita attrezzata: calzamaglie, intimo termico, guanti e scaldacollo a disposizione di ogni giocatore, oltre a un'alimentazione studiata per contrastare la dispersione di energie.

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ZONA SENSIBILE. Ma a Bialystok il clima rigido non riguarda solo gli aspetti meteorologici. La città, tra le principali della Polonia orientale, si trova infatti in un'area sensibile, a ridosso dei confini con Bielorussia e Ucraina e tra il 2025 e l'inizio del 2026 ha registrato diverse incursioni di droni russi nel proprio spazio aereo, soprattutto a est. Varsavia ha risposto attivando i propri caccia e quelli alleati della Nato, in un contesto che risente inevitabilmente del conflitto tra Mosca e Kiev. Un'atmosfera davvero tesa, ben lontana dalla spensieratezza di altre trasferte europee. Eppure almeno stasera, per 90', sarà soltanto il calcio a prendersi la scena. Allo Stadion Miejski è atteso il tutto esaurito, visto che a ieri restavano poche migliaia di biglietti ancora in vendita. La bolgia giallorossa promette di scaldare l'ambiente più di qualsiasi stufa.

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La Fiorentina lo sa bene: per uscire indenne dalla notte polacca - specie con le tante seconde linee annunciate in campo - serviranno sangue freddo (letteralmente) e nervi «caldi».


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