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Mosse per la Viktoria: la qualità di Nico, velocità di gioco e palle inattive. Così si può segnare al Plzen

Domani il ritorno dei Quarti di Conference, la Fiorentina si gioca tutto. Italiano prepara le mosse per scardinare la difesa dei cechi

Servono idee, soluzioni diverse, dinamiche alternative e Vincenzo Italiano ci sta lavorando. Non soltanto da ieri durante l'allenamento, ma già nella partita di campionato contro il Genoa ha iniziato a selezionare alcune idee.

Deve capire fino in fondo come scardinare la difesa del Viktoria Plzen domani sera. Alcuni spunti sono già chiari: maggiore velocità, colpi di testa, palle inattive e tiri da fuori saranno le prime frecce per la Fiorentina a caccia delle semifinali di Conference.

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Una sfida che non può essere fallita, scrive La Gazzetta dello Sport. SERVE LA QUALITA'. Ai viola serve maggiore velocità ed è un concetto in cui stanno dentro anche l’intraprendenza e la concretezza degli uomini offensivi. "Si deciderà tanto sull'uno contro uno, sulla giocata del singolo e in questo aspetto dobbiamo crescere" ripete il tecnico che non fa nomi, ma non ce n'è bisogno perché da Gonzalez in poi tutti gli uomini del reparto avanzato sono chiamati in causa.

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"E poi la palla va messa verso la porta, attaccando con gli esterni il lato debole". Servono più qualità e coraggio. La manovra lenta e i ritmi bassi sono i grandi nemici dellaFiorentina. TESTA. La regola numero due è approfittare dei colpi di testa.

Dalla gara contro il Genoa, l'allenatore si porta dietro la soddisfazione per l'incornata di Ikoné su assist di Bonaventura. Questa è una soluzione provata e da ripetere. È un buon metodo per attaccare un sistema di gioco chiuso come quello del club ceco.

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In generale la palla "va messa sopra la testa e non sempre nei piedi" si raccomanda Vincenzo Italiano con i suoi giocatori. E poi sui colpi di testa la Fiorentina è una delle squadre più prolifiche in assoluto ed è un fattore da utilizzare.

Soltanto in Serie A ha messo a segno 13 centri in questo modo e spiccano Gonzalez (3), Quarta (3), Ranieri (2) a cui si aggiungono Duncan, Mandragora, Beltran, Barak e Ikoné tutti con una rete. DA FERMO E DALLA DISTANZA. Un'altra soluzione è saper sfruttare le palle inattive.

Nico e Mandragora ci hanno provato contro il Genoa, ma il centrocampista può avere un'altra arma micidiale che è il tiro dalla distanza. Un altro uomo in grado di insaccare è Biraghi che batte sempre pure tutti gli angoli. Sarà necessario sfruttare ogni minimo particolare, la voglia di alzare un trofeo in città è veramente forte per fare un regalo al presidente Rocco Commisso e in memoria del direttore generale Joe Barone.

DIFESA. L'ultima raccomandazione del tecnico è difensiva. Sono vietate le ingenuità in cui spesso la fase arretrata è caduta in questa stagione e come successo con il Genoa. Non è ammesso concedere ripartenze agli avversari perché sarebbe un vero e proprio harakiri, vista la difficoltà di segnare al Viktoria.

Sotto questo punto di vista in Repubblica Ceca la squadra viola era stata perfetta. Ed è l’unica cosa da “rubare” a quella gara d'andata. Per il resto ci vorrà tutta un'altra Fiorentina.

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