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Morfeo: "Alla Fiorentina le cose andavano bene. Poi arrivò Edmundo e..."

L'ex fantasista ripercorre la sua esperienza in viola: "A Firenze c’era una buona squadra. Ma io diventai una pedina di scambio"

In un'intervista a Cronache di SpogliatoioDomenico Morfeo ha raccontato la sua esperienza alla Fiorentina: "All'inizio le cose andavano per il verso giusto ed ero titolare. Poi, quando stavo facendo bene e stavo per andare in Nazionale, è arrivato Edmundo e non mi fecero più giocare.

Doveva giocare lui, e io rimasi fuori non per demerito. Con Malesani feci bene seppur in un ruolo non mio, ma non mi divertivo. A Firenze c’era una buona squadra, ci sono stato in varie stagioni: andavo e venivo, ero una pedina di scambio per loro".

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ADRIANO. "Ci ho giocato a Firenze e Parma, era uno dei più completi: bravo tecnicamente, potente, fisico, colpo di testa. Abitava da solo a Firenze e dopo il ritiro ci diedero qualche giorno libero per Ferragosto. Lo portai al mio paese, dove frequentavo i bar per giocare a carte.

Lui vide delle scene mai viste: quando si giocava, o si perdeva, c’erano delle persone che sbattevano i pugni sul tavolo, avevano reazione di tensione in quelle partite. A lui rimasero impresse. Alla prima partita ci mettemmo d’accordo: dopo un gol ci siamo seduti a terra e abbiamo finto di giocare a carte".

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