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Momento difficile, parla il presidente (ma senza contraddittorio)

Ancora nessuna vittoria nel 2024, prima del Frosinone ci pensa Commisso a difendere Italiano, squadra e dirigenti

«Non sono contento degli ultimi risultati ma Italiano ha la nostra completa fiducia. Trovo imbarazzante chi semina zizzania e vuol darsi importanza ai danni della Fiorentina inventando che ci sono brutti rapporti tra noi e l’allenatore».

Rocco Commisso torna a parlare e al solito difende e attacca senza contradditorio. Un monologo tramite gli anestetizzanti canali del club, alle 9 di mattina (le 3 di notte a New York). Il momento è delicato, il mercato ha portato i prestiti di Faraoni e Belotti («Ci daranno una grossa mano» dice soddisfatto il patron) ma non l’esterno offensivo chiesto dal tecnico dopo l’infortunio di Nico Gonzalez (mai ancora titolare, forse domani), i guai fisici di Sottil, la partenza di Kouamé per la Coppa D’Africa in cui è finalista.

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Inoltre stanno crescendo i mal di pancia di chi, vedi Bonaventura, attende segnali sul rinnovo e tra quei tifosiche speravano in rinforzi capaci di alzare il livello. Così scrive Tuttosport. LA PAROLA DEL PRESIDENTE. Rispetto a un anno fa la squadra ha 10 punti in più ed è in corsa in Coppa Italia e Conference, ma nel 2024 non ha ancora vinto una partita, ne ha perse 4 su 6 tra cui la semifinale di Supercoppa col Napoli e le ultime con Inter e Lecce scivolando all’8° posto dopo aver assaporato l’ebbrezza da zona Champions.

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Uno scenario che rende cruciale la gara col Frosinone, di qui l’intervento di Commisso per ribadire (pure ai diretti interessati) la propria vicinanza a Italiano, giocatori e dirigenti. INVESTIMENTI. Difesa strenua pure del proprio operato anche se non è possibile chiedergli se è contento di come è stata spesa parte dei suoi soldi: «Senza le plusvalenze i ricavi 2023 sono stati di 143 milioni, miglior risultato della storia del club.

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Sorrido a chi dice che guadagno tramite la Fiorentina e non voglio spendere: da giugno 2019 ho speso oltre 450 milioni come nessuna proprietà prima di me. I conti sono in regola ma non autorizzano a far follie. Leggo di società fortemente indebitate che fanno mercato, noi avevamo chiesto trasparenza e regole uguali per tutti, ad ora nulla è cambiato».

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