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Minotti: «Il cambio tattico è un azzardo troppo grosso»

Lo storico capitano del Parma e opinionista sportivo era presente, tra le tante personalità di spicco, alla festa per i sei anni della Alberto di Chiara Academy: «La sfida di domenica sarà molto complicata»

Lorenzo Minotti, storico capitano del Parma, era presente al campo sportivo Bartolozzi di Scandicci per i festeggiamenti del 6° anniversario della 'Alberto Di Chiara Academy’. «Ci tenevo ad essere qui: il centro sportivo è molto bello e darà a molti ragazzi la possibilità di giocare in un bell’ambiente, divertirsi, fare sport e stare insieme», ha dichiarato l’attuale opinionista di Sky. Poi, si è soffermato sulla sfida di campionato tra gigliati e crociati. Queste le sue dichiarazioni, raccolte da LaViola.it.

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SUL MATCH DI DOMENICA. «Le partite che mancano alla fine sono sempre meno: ogni sfida diventa fondamentale. Fino a qualche settimana fa si poteva ipotizzare che la sfida di domenica potesse essere uno scontro salvezza, poi il Parma ha avuto un colpo di coda, facendo buonissime gare e risultati importanti con Bologna e Milan, ma soprattutto ha vinto gli scontri diretti. È la squadra più giovane del campionato ma ha giocato come se fosse la più vecchia. Ha giocato con molta organizzazione, conoscendo i propri limiti, con grande consapevolezza. Per la Fiorentina sarà una gara da non sbagliare assolutamente».

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COSA TEMERE DEL PARMA. «Per la Fiorentina quella di domenica sarà una partita molto complicata, perché il Parma ama giocare facendo giocare gli altri: quando può difendersi e lasciare il pallino del gioco agli altri, è una squadra molto organizzata. Inoltre sa sfruttare molto bene le palle inattive, un tallone d’Achille della Fiorentina. Sfrutta bene l’abilità dei difensori e di Pellegrino, uno dei migliori saltatori del campionato. La Fiorentina dovrà rischiare, pur senza perdere equilibrio e portando pazienza. Sarà una partita che si giocherà sugli episodi».

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SULLA CONDIZIONE FISICA DELLA FIORENTINA. «La Fiorentina ha sofferto molto su quell’aspetto nel periodo tra Novembre e Dicembre, soprattutto nei finali di partita in cui sembrava non avere più energie. Adesso è una questione più tattica e mentale: noi addetti ai lavori pensavamo che la Fiorentina potesse uscire con lieve anticipo da questa situazione, contando che il valore della squadra è nettamente superiore a quello delle altre coinvolte nella lotta salvezza. Il Parma, così come le altre, sapevano già quale sarebbe stato il cammino in campionato, quindi sono più preparate».

SUL CAMBIO TATTICO. «Sono rimasto sorpreso: la Fiorentina ha superato un periodo terribile dopo aver cambiato tattica. Quando hai una squadra in cui mancano dei leader ti devi aggrappare alle certezze tattiche. Cambiare così all’improvviso mi è sembrato un azzardo troppo grosso. Nella gara di andata la Fiorentina era riuscita a mettere in difficoltà l’Udinese con due coppie di esterni per creare superiorità numerica rispetto a una squadra che difende le fasce con un solo uomo. Tornare a tre è stato come consegnarsi agli avversari, anche perché se la metti sul piano del duello fisico contro l’Udinese ne esci sconfitto».


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