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Milan, missione 'quasi' impossibile. A Nyon col nuovo socio per convincere l'Uefa

Come riporta la Gazzetta dello Sport, dovrebbe ormai esserci abituato, perché è stato così fin dall’inizio: per Li Yonghong il Milan continua a essere una corsa contro il tempo.

Iniziata ancora prima del closing, quando era riuscito a concretizzare la compravendita del club grazie all’intervento di Elliott proprio a pochi respiri dal punto di non ritorno; proseguita con i ripetuti aumenti di capitale, che più di una volta hanno lasciato tutti col fiato in sospeso e si sono risolti nelle ultime ore a disposizione; ed è un count down di attualità anche adesso, con il tentativo di mandare in porto l’ingresso di un socio di minoranza nel più breve tempo possibile.

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POCHI GIORNI. Il nome resta coperto dal riserbo, ma nelle ultime ore si è sparsa la voce che la nazionalità possa essere americana, anche se fino a ieri sera dagli ambienti rossoneri non arrivavano ancora conferme. L’obiettivo di Mister Li è riuscire a chiudere la pratica in tempo già per l’audizione di martedì prossimo con la Camera giudicante della Uefa.

Insomma, presentarsi a Nyon col socio già operativo. Un obiettivo molto ambizioso, probabilmente ai confini dell’impraticabilità perché alla convocazione manca meno di una settimana, ma vale senz’altro la pena provarci. Vale la pena perché comunque l’ingresso di un partner dal nome e dalla solidità economica importanti andrebbe a fortificare propria quella continuità aziendale tanto cara alla Uefa.

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INDISCREZIONI. Incontri con gli advisor, teleconferenze e corrispondenza e-mail si stanno intensificando col passare delle ore, a testimonianza di quanto era già filtrato l’altro giorno: la trattativa è in uno stato molto avanzato ed è destinata a chiudersi comunque entro fine mese.

In tempo per il ricorso al Tas di Losanna, eventualità che si concretizzerebbe se il verdetto di Nyon confermasse le indiscrezioni di queste settimane, ovvero l’esclusione del Milan dalle coppe. Ma, come detto, Mr. Li tenterà la fumata bianca già entro martedì prossimo, nella convinzione che se non ce la dovesse fare in tempo utile, sarebbe comunque soltanto una questione di giorni.

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Per quanto riguarda il nome del socio, continuano a non esserci certezze. Negli ultimi giorni le indiscrezioni hanno portato per esempio a piste americane, che pur in assenza di conferme dagli ambienti rossoneri, non possono essere sottovalutate o ignorate.

Il Milan ovviamente renderà nota l’identità del nuovo socio soltanto a firma avvenuta, quindi per l’ufficialità occorrerà avere ancora pazienza, mentre le voci continueranno inevitabilmente ad accavallarsi. DELEGAZIONI. Intanto, al di là dell’ingresso di un partner nell’azionariato rossonero, prosegue il conto alla rovescia in vista di Nyon.

La delegazione sarà composta da Fassone, dall’avvocato Cappelli (membro del Cda e a capo della task force legale) e dal professor Lago, ex presidente della Camera investigativa Uefa e già consulente del Milan ai tempi della richiesta sul voluntary agreement.

C’è anche l’ipotesi – ancora da valutare – della presenza di un rappresentante del fondo Elliott, creditore nei confronti del Milan e di Mr. Li, ma pronto a intervenire anche questa volta nella veste di garante. Da questo punto di vista ovviamente dipenderà tutto da come procederà la trattativa per il socio di minoranza: nel momento in cui Mr.

Li avrà un partner, Elliott (che fino all’altro ieri non aveva ricevuto segnali sull’ingresso nel club di un nuovo partner, e resta alla finestra) è destinato a essere rimborsato – 380 milioni interessi compresi – e a uscire di scena.

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