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«Mi sono divertito». Fazzini, un “piccolo 10” ritrovato?

Jacopo Fazzini è uno dei talenti più promettenti del calcio italiano. Quale il suo destino a Firenze?

«Mi sono divertito. Era una cosa che mi mancava da un po’ di tempo». Forse non in molti si sono soffermati su questa frase pronunciata da Jacopo Fazzini nel post gara di Bialystok. La trasferta di Conference ha permesso a Vanoli di sperimentare con l’undici titolare, inserendo giocatori rimasti ai margini della squadra. Tra questi, appunto, il giovane fantasista viareggino, che ha avuto poco minutaggio nel corso di una stagione molto complicata, in cui si è cercato di dare il prima possibile una forma concreta e definitiva a una squadra titolare che potesse risalire il fiume controcorrente.

UNA PARTENZA DIFFICILE. In tutto questo, Fazzini è rimasto ai limiti. Arrivato in estate tra i primi colpi per rinforzare la rosa messa a disposizione di Stefano Pioli, il classe 2003 era reduce da buone stagioni con l’Empoli, un club che sembra sfornare fantasisti dal baricentro basso, estrosi e dribblomani, con la stessa frequenza con cui un fornaio sforna pane caldo tutte le mattine. Un prospetto così giovane, accompagnato da discrete aspettative e con la Fiorentina nel cuore (si è sempre detto tifosissimo viola), poteva anche accendere l’entusiasmo dei tifosi. Aggiungeteci la prospettiva di vedere una Viola con molti talenti italiani, da Kean a Comuzzo, passando per Fagioli, Ndour e gli altri.

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ADDIO SFIORATO. Eppure, Fazzini ha faticato a ritagliarsi il suo spazio, fino a che non è praticamente sparito per un problema che lo ha tenuto fuori per molto. Che ci sarebbero voluti tempo e una generosa dose di pazienza era chiaro più o meno a tutti, ma nessuno si aspettava che il club (quasi) sconfessasse la propria scelta: quella scommessa da 10 milioni con cui avevano puntellato l’organico, sempre in cerca di un giocatore d’estro e fantasia che sapesse accendere il fuoco creativo dell’attacco gigliato, anche a partita in corso. 

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A gennaio tanti club hanno bussato alla porta della Fiorentina per l'ex Empoli. Si era addirittura parlato di lui come pedina di scambio per arrivare a Fabbian (altro interessante prospetto italiano che, in caso di salvezza, verrebbe riscattato dalla Fiorentina). A passare l’Appennino, invece, è stato lo svizzero Sohm. Uno dei tanti acquisti estivi sconfessati nel mercato di riparazione. Ma per quanto riguarda Fazzini, il club gigliato ha preferito proteggere l'investimento fatto in estate.

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SEGNALI DI VITA. Una trasferta in Polonia non fa primavera: è presto per dire se Fazzini saprà ritagliarsi un ruolo più centrale nella rosa. Ma la prestazione di Bialystok ha (ri)acceso una lampadina, mostrandoci un giocatore in fiducia, bravo nell’uno contro uno, persino “rognoso” nel voler recuperare qualche pallone perso, anche giocando leggermente defilato, fuori ruolo. Questo denota uno spirito diverso che abbiamo visto nel gruppo squadra, comprese le seconde linee, a dimostrazione che in una stagione così tutti devono farsi trovare pronti e all’erta. Infatti, non a caso, Vanoli ha deciso di premiarlo anche nel finale di gara contro il Pisa, in cui si, ha fallito una grande occasione, ma ha pure dimostrato, ancora una volta, come può essere pericoloso in campo aperto. Magari la partita di domani sarà un’altra chance per il giovane fantasista.

Soffermiamoci sul verbo che, non a caso, ha scelto di utilizzare Fazzini nella dichiarazione di cui sopra: “divertire”. Questo è lo spirito che deve accompagnare un giocatore che riempie gli occhi, anche solo per come controlla il pallone. Un giocatore così va coccolato, supportato, premiato. Se questa Fiorentina ritrova il suo “piccolo 10”, ritrova un tesoro.


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