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Meno km, più compattezza, e maggior velocità. Pioli 2.0, e la rivoluzione tattica della viola

Rispetto all’anno scorso la Fiorentina percorre meno km, ma gioca più in verticale ed in contropiede. Pioli ha cambiato la sua viola

108 km di media a partita. La Fiorentina delle prime due giornate di campionato ha percorso una distanza media molto inferiore rispetto a quella dell’anno scorso, che la vedevano tra le squadre che correvano di più della Serie A.

Ha concluso con oltre 112 km di media a partita, la Fiorentina, con distanze a volte arrivate a picchi anche di 115-116 km. Quest’anno è invece nella seconda metà della graduatoria sul tema. Segno evidente che qualcosa è cambiato.

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Avendo meno qualità, era normale buttarla sulla corsa e sulla distanza, si diceva, l’anno scorso. Quest’anno, invece, molto è cambiato. A cominciare dal gioco con i piedi del portiere. Lafont, infatti, ha dimostrato di essere molto più affidabile sotto questo aspetto rispetto a Sportiello, facendo da regista basso nell’impostazione della manovra, facendo così correre più il pallone piuttosto che i compagni.

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Così come la compattezza ed un assetto tattico un po’ più compatto dietro per sfruttare ali e profondità hanno contribuito ulteriormente a far correre più il pallone che i calciatori.

Rivoluzione tattica, targata Stefano Pioli.

Un Pioli 2.0, che ha cambiato posizioni e compiti a diversi elementi per sfruttarne meglio doti e caratteristiche. Esempi? Chiesa. Che con la sua generosità ha sempre fatto una valanga di km con compiti spesso anche di fase difensiva.

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Mentre adesso ha meno distanza da coprire nel 4-3-3. Così come l’idea della difesa a 3 e mezzo con Milenkovic più abbottonato, che permette a Biraghi di poter spingere di più ma con meno km da coprire. Ed anche col piede di Gerson, che permette ai compagni di potersi ritrovare il pallone quasi sui piedi.

Così come Simeone, che con la nuova idea tattica della Fiorentina va meno a vuoto perché a pressare alti vanno più elementi. Ora la riprova dei fatti, per capire se anche col Napoli la teoria si trasformerà in pratica. E con quali frutti.

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