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Martorelli: «La coppa è il peggior palcoscenico per far giocare i giovani. La Fiorentina deve concentrarsi solo sul campionato»

L’agente di mercato ha commentato il momento della squadra a poche ore dalla partita di coppa contro il Raków: «In questo momento superare un turno è meno importante di fare punti in campionato»

Giocondo Martorelli, agente di mercato e tifoso viola, è intervenuto a Radio Bruno per parlare della situazione del club, a poche ore dal calcio d’inizio di Fiorentina-Raków. Queste le sue dichiarazioni.

SUL DOPPIO IMPEGNO. «Ho sempre detto che quando si hanno queste annate difficili, mantenere alto il livello della competizione europea può solo determinare aspetti negativi per quanto riguarda il campionato. Sostengo che per partecipare a più coppe bisogna avere una rosa ampia, poiché possono portare via molte energie fisiche e mentali, senza contare le trasferte scomode di Conference. Avrei pensato solo al campionato, trascurando la Conference. Superare un turno o arrivare fino alla finale è comunque meno importante di qualsiasi vittoria o punto fatto in campionato, stando alla classifica attuale, che si sta “restringendo” in campionato».

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SU VANOLI. «In un campionato come questo le provi un po’ tutte. C’è stato un periodo in cui la squadra ha dato segnali di risveglio. Le ultime 2-3 gare hanno mostrato la solita Fiorentina, senza grinta, senza cattiveria. Per un allenatore è complicato capire chi può essere determinante o imprescindibile, è difficile trovarli nella rosa attuale».

SUL FUTURO DEI CALCIATORI. «Escludo che qualcuno abbia già pensato a cosa fare a fine stagione. Ho lavorato per quarant’anni coi calciatori, hanno tutti i difetti del mondo ma non ne ho mai trovato uno che scendesse in campo con poca voglia, risparmiandosi. Sono ragazzi che quando vedono un pallone che rotola su un campo verde, pensano solo a quello e danno tutto per la maglia. Questa situazione è frutto delle scelte fatte a settembre, non è necessario pensare oggi a quello che potranno fare alcuni giocatori a fine stagione».

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SUI GIOVANI. «Credo che la coppa sia il contesto peggiore in cui far esordire tanti giovani, soprattutto nella situazione attuale della squadra. Anche quelli che hanno esperienza non hanno personalità per gestire la partita, molti si nascondono. Figuriamoci un ragazzo, catapultato in campo in un momento così negativo. Non è da questi ragazzi che ci si deve aspettare il salto di qualità».

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