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Dal caso Mancini a Pasalic, Sportiello ed il 1°trofeo. Con la Dea per i DV conta di più

Dal caso giudiziario di Gianluca Mancini fino allo stop di mercato con l’Atalanta. Per i DV vincere contro i nerazzurri e sperare di vincere un trofeo conta di più

In palio c'è una finale di Coppa Italia, con conseguente possibilità di alzare al cielo il primo trofeo dal 2002 ad oggi. E tanto basterebbe per la famiglia Della Valle per farne della sfida contro l'Atalanta una vera e propria battaglia.

Il cruccio di non aver mai vinto niente, è forse il più grande per questa proprietà. E non solo perché è una leva forte per i detrattori e contestatori, ma perché, almeno nelle ambizioni iniziali, vincere qualcosa era un obiettivo dei fratelli Tod's.

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C'è poi quel ricordo amaro della finale dell'Olimpico contro il Napoli da cancellare. In una serata che col calcio ebbe ben poco a che vedere.

Ma sulla strada che porta a Roma c'è, come detto, l'Atalanta. E non è un dettaglio di poco conto.

Perché negli ultimi tempi la società nerazzurra è diventata più di un avversario sportivo. E non solo perché la Dea ha superato la Fiorentina nelle gerarchie del nostro calcio, ma anche per questioni extra campo.

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Il caso Mancini non è andato giù ai dirigenti viola.

Tanto che in maniera neanche poi troppo velata gli uomini mercato della Fiorentina hanno fatto più volte intendere come con la società nerazzurra ci fosse l'input di troncare ogni tipo di rapporto di mercato. Il tutto per una operazione che non piacque alla Fiorentina: il passaggio di Gianluca Mancini dal Perugia all’Atalanta.

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Proprio lui, uno dei tanti rimpianti, assieme a Piccini e Zaniolo, che negli ultimi tempi è stato spesso rinfacciato alla Fiorentina visto l’ottimo rendimento del difensore nerazzurro. Il club umbro, infatti, ha ceduto a titolo definitivo  Mancini ai nerazzurri per 300.000 euro, assieme al cartellino di Santopadre valutato 3 milioni.

Valutazioni strane, per la Fiorentina, «invertite» ad arte per abbassare la cifra da girare al club viola a cui spettava il 50% della cifra incassata dal Perugia, come da accordi stabiliti al momento della cessione del giocatore al club umbro.

Da qui l’esposto fatto dalla Fiorentina alla Corte Federale, respinto. Ma non è escluso che la Fiorentina proceda poi in sede Civile.

Da qui anche la situazione legata a Sportiello. Il portiere che era arrivato a Firenze dall’Atalanta non è stato riscattato non solo per valutazioni tecniche, ma anche per questa motivazione.

Fino a Pasalic. L’operazione era ormai praticamente chiusa, ma alla fine l’inserimento dell’Atalanta ha complicato i piani di Pantaleo Corvino la scorsa estate. Solo per Castagne, a Gennaio, è arrivato un sondaggio di mercato da parte della Fiorentina, ma solamente tramite agenti ed intermediari.

Il resto è storia di campo.

La gara dell’andata che vide Gasperini dare del simulatore a Chiesa ha provocato un moto diplomatico interno alla società viola, che è stata chiamata a scendere in difesa del talento gigliato. Partita, quella, che vide anche un faccia a faccia ravvicinato tra Pioli e Gasperini, per il quale lo stesso tecnico bergamasco venne multato dal giudice sportivo.

Fino alle polemiche mosse da Stefano Pioli sul maggior tempo che ha avuto a disposizione l’Atalanta rispetto alla Fiorentina per riposare in vista della gara del Franchi.

Vincere contro l’Atalanta, insomma, conta di più. Non solo per una piazza che vuole tornare (quantomeno a provare) a sognare.

Anche per i Della Valle.

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