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Malusci: «DDR e Grosso non mi scaldano, Sarri sì. Figura ideale per ripartire»

Le parole dell’ex difensore viola Alberto Malusci sul finale di stagione e sul futuro che attende la Fiorentina 

Parla così a Radio Bruno l’ex difensore viola Alberto Malusci, con la Fiorentina attesa dal match di domenica col Genoa: «Lucca? Non credo che valga ancora 40 milioni com’è stato pagato l’anno scorso. A me Lucca non fa impazzire ma, se ripenso al passato, mi viene in mente Toni. La Fiorentina lo prese dal Palermo, qui esplose. Lucca, magari, potrebbe prendere l’arrivo a Firenze come una rivincita, potrebbe esplodere definitivamente qui dopo non aver fatto bene a Napoli. Poi va capito il carattere dei giocatori, ogni piazza è differente. Per esempio, col Sassuolo Nzola sta facendo delle buone cose, forse lì riesce ad esprimersi mentre qui, a Firenze, ha sentito la pressione della maglia viola. Chissà che Lucca, arrivando qui, non possa fare bene in un contesto differente». 

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VANOLI. «Quando è arrivato Vanoli ero abbastanza tranquillo che facesse bene. Non era partito bene, poi ha rimesso le cose in ordine. Ma, col rispetto massimo che posso avere per Vanoli, credo che serva altro per ripartire. Sono sicuro che troverà una squadra Vanoli, perché ha fatto un buon lavoro. Ma penso serva qualcosa di differente. E, per Paratici, ci sarà davvero molto lavoro da fare». Grosso o De Rossi? «Grosso ha fatto bene al Sassuolo, De Rossi lo vedo come un predestinato. Ma ancora sono un po’ acerbi. De Rossi lo vorrei vedere tra qualche anno sulla panchina della Fiorentina. Mi chiedo, se Grosso l’anno prossimo partisse perdendo un paio di gare, avrebbe la forza di superare le pressioni? Forse De Rossi sì, per carattere. Ma sono nomi che non mi scaldano adesso. Mi esalterebbe, invece, Sarri. Io vorrei vederlo qui, aprire un ciclo con lui. E’ l’uomo e l’allenatore più adatto a questo momento della Fiorentina». 

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BRASCHI. «Lo conosco da bambino. E’ un ragazzo che è cresciuto tanto. Speravo giocasse già col Sassuolo, poi è entrato a Roma, primo tiro e palo. Poi andava a fare battaglia con tutti, ha messo grande entusiasmo e foga. E’ quello che ci si attende dai ragazzi. Ci vuole coraggio nel farli giocare, ce ne sono tanti di giovani bravi».

ESTATE. «Gud lo terrei. Aveva fatto cose straordinarie al Genoa, poi è arrivato qui ed è sembrato un altro giocatore. Io vorrei rivederlo con un contesto diverso, un allenatore diverso e un gioco diverso. Ma anche uno come Kean, che l’anno scorso ha fatto cose straordinarie, non lo lascerei andar via a cuor leggero». 

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