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L’uomo giusto al momento giusto. Dall’apatia all’entusiasmo...in attesa della risalita

Rocco Commisso ha riacceso la lampadina dell'entusiasmo a Firenze. Dall'apatia, al sogno

I primi giorni di Rocco Commisso a Firenze meritano un voto altissimo. Ai limiti della perfezione. Entusiasmo e passione trasudano da ogni poro del nuovo proprietario della Fiorentina, capace con il suo slang e il suo mix di italo-inglese di conquistare praticamente tutti.

Come investirà, se lo farà, ancora non si sa. Ma poco importa fin qui. Perché se lo avessero detto i precedenti proprietari ci avrebbero creduto in pochi. Il rapporto era ormai finito. Non c'era più fiducia. C'era bisogno di abbandonare l'apatia e il lento declino verso l'abitudine alla mediocrità e tornare a sperare in tempi migliori.

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Chissà se dalle parti di Casette d'Ete qualcuno si è interrogato sullo striscione 'Firenze libera' e sul motivo dell'entusiasmo del popolo viola nonostante ancora non sia stato fatto niente.

Probabilmente no. Perché mentre Commisso parla di battaglie per investire con l'Uefa sul Fair play finanziario, si commuove dinanzi alla folla accorsa allo stadio per dargli il benvenuto, nelle stesse ore risuonavano il 'lasciamo una macchina perfettamente funzionante' di Mario Cognigni e le parole fredde di Diego Della Valle.

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Dall'altra parte il nuovo approccio comunicativo di Commisso: "Sono un fan, il custode del club, non il proprietario" della Fiorentina.

Due mondi agli antipodi. Se tra 17 anni Commisso sarà ancora il presidente della Fiorentina, forse, potranno essere fatti paragoni con l'era dei DV.

Una delle più solide economicamente e con picchi alti e costanti, senza però alcun trofeo messo in bacheca.

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Intanto, Commisso, appare fin qui essere l'uomo giusto al momento giusto. Dall'apatia all'entusiamo. Travolgente, esaltante ma allo stesso tempo genuino e molto più 'umano' e vicino al tifoso fiorentino che non può vedere altro nel tycoon americano se non l'uomo che ce l'ha fatta partendo dal nulla, e da solo, e che ha una voglia matta di far bene nel nostro calcio.

Senza stupidaggini. Perché se Commisso ha creato un impero con la sua Mediacom lo ha fatto sì azzardando, ma con la testa. E nel pallone si sa, a volte non basta. Serve anche, a volte, lasciarsi andare e osare. Soprattutto quando ce n'è bisogno e quando l'occasione è ghiotta.

Il mercato del Gennaio 2016, con la Fiorentina prima in classifica, è esattamente ciò che non va fatto. È stata quella l'ultima picconata ai sogni del tifo viola. Ma ormai questo è il passato.

Il futuro è già partito. E con umiltà.

Perché Commisso potrà anche sbagliare. Qualcosa sbaglierà per forza. Ma la fiducia è tutta dalla sua. Alimentare la passione, il sogno, con un pizzico di follia, e con tanta meno freddezza. Più entusiasmo e meno conti. Meno clienti e più fans.

Si riparte da qui. Esattamente quello di cui la Fiorentina e Firenze avevano bisogno. Tra qualche giorno, con la nomina di chi farà il mercato, del tecnico, della dirigenza, e con i primi movimenti di mercato, se ne capirà di più.

Adesso è il momento di godersi il sogno. Alimentarlo toccherà a Commisso stesso. E ai fatti.

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