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Lega Channel, tutto rinviato al 30 settembre: molte le criticità da risolvere

Nell'assemblea di Lega non c'è accordo: i medio-piccoli club avrebbero voluto trovare un accordo con Mediapro, i grandi club no

Sì al “Lega Channel”, ma solo alle condizioni della serie A. Nemmeno ieri, infatti, i club della massima categoria hanno votato la proposta di Mediapro. L’agenzia spagnola aveva recapitato l’ultimo aggiornamento venerdì scorso, ma i nodi già emersi lo scorso 8 luglio non sono stati sciolti.

Così l’Assemblea ha finito per partorire un semplice comunicato nel quale viene valutata «positivamente l'ipotesi di realizzazione del canale della Lega», con assegnazione a Miccichè e De Siervo del mandato per «negoziare e definire l'accordo contrattuale con Mediapro entro e non oltre il 30 settembre 2019».

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Insomma, come riporta il Corriere dello Sport Stadio, la serie A dà altri 2 mesi di tempo a Mediapro per adeguarsi e soddisfare tutte le richieste, cambiando pure il proprio “modus operandi”. Le criticità continuano a riguardare le garanzie bancarie, giudicate insufficienti, visto che restano ferme attorno a quota 200 milioni, ma anche le penali, valutate eccessive e soprattutto a carico soltanto della Lega.

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L’Assemblea, comunque, è stata ad alta tensione. Un gruppo di club medio-piccoli, guidati da Lotito, allettati dagli 1,3 miliardi a stagione messi sul tavolo da Mediapro, ha spinto perché si votasse comunque una sorta di delibera condizionata.

Le big, però, sostenute anche da Cairo, hanno rimarcato le troppe incertezze contenute nell’offerta. E così pur a fatica è stato trovato l’accordo per spostare la nuova scadenza al 30 settembre. Nel frattempo, comunque, procede l’iter per creare il bando destinato ai broadcaster, da lanciare in qualsiasi caso.

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L’idea è quella di concludere entro dicembre e poi pubblicarlo a inizio 2020.

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