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Lecce, Corvino: «Fiorentina nel destino. Presi Toni a 10 milioni e vinse la scarpa d'oro»

Le dichiarazioni dell'ex dirigente viola sulla sua carriera e non solo

L'ex dirigente della Fiorentina attuale dg del Lecce, Pantaleo Corvino, si è raccontato a Radio Tv Serie A e DAZN: «Alla prima partita, contro la Sampdoria, era presente anche Marotta. Io ero vicino alla porta, in attesa di Luca Toni. Lui si trovava negli spogliatoi, sdraiato a terra con le gambe sollevate. A quel punto gli dissi: 'Mi raccomando Luca, fammi gol, perché per te ho speso 10 milioni'. Lui mi rispose: 'Direttore, stai sereno, quest’anno ti farò divertire'. E alla fine mantenne la promessa: segnò 31 gol».

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FIORENTINA NEL DESTINO. «Mio padre era grande tifoso della Fiorentina. Se avesse saputo che ho lavorato 10 anni in viola... non ha potuto goderselo quel sogno. Sono cresciuto con lui. La scelta della Fiorentina penso che sia stato proprio il destino». 

COLPI. «Nel corso della mia carriera ho superato la soglia dei 10-15 milioni di euro solo per quattro giocatori. Fu una scelta che mi mise anche un po’ di timore, perché era la prima volta che affrontavo un investimento del genere, ma allo stesso tempo ebbi il coraggio di farlo: ero convinto di portare a Firenze un attaccante di grande livello. E infatti non mi sbagliai: presi Luca Toni, che poi vinse la Scarpa d’Oro segnando 31 gol. Gli altri tre acquisti sopra quella cifra furono Gilardino per 13 milioni, Vargas per 11 milioni e Simeone per 15 milioni».

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SERBIA. «Perché trovo talenti lì e perché nasce lì? Chi cerca trova, intanto. Se non cerchi non trovi. È fondamentale toccare le pelli con le mani, come spesso dico. Ho viaggiato tanto, ho costruito rapporti che ancora mi servono e che resistono. Il sindaco di Belgrado ha perorato la causa di farmi cittadino onorario per i calciatori serbi e del montenegro portati in Italia. Nastasic, Vucinic, Vlahovic, Ljajic, Terzic, Savic, ne ho portati tanti».

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NUMERI. «Solo la lettura dei numeri non basta. L’occhio e l’udito servono molto, sono essenziali. Un calciatore può essere importante anche senza numeri, può essere un leader silenzioso, con personalità e autorevolezza. Per essere un calciatore importante puoi essere anche senza numeri».

AGENTI. «Ad oggi i procuratori sono dei protagonisti del calciomercato. La fanno da padroni a volte. Avere una rete di rapporti, legami basati sulla stima reciproca con tutti i procuratori è importante per un direttore sportivo. Grazie a ciò portai Umtiti a Lecce, questo per far capire quanto sono importanti i rapporti».


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