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Le grandi ali viola. E Chiesa sembra Andrej Kanchelskis

Sousa ha detto una cosa interessante su Chiesa: «Lo stiamo allenando non solo per il gioco sulla fascia ma anche per il cordone interiore». Traduzione: non solo ala, ma anche centrocampista. E’ giusto così. A 21 anni, con le doti che madre natura gli ha regalato in dosi tanto generose, bisogna aumentare sempre più le conoscenze, poi sarà il calcio stesso a indicare una strada, un ruolo preciso.

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Chiesa ha giocato due partite significative contro due delle prime tre squadre della Serie A, la Juventus e il Napoli. Il ragazzo c’è con la testa, ancor prima che con le gambe e con i piedi.

E’ un giocatore su cui la Fiorentina può costruire il suo futuro, al pari di Bernardeschi che ha tre anni e due campionati di Serie A più di lui.

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Sono diversi, chiaramente: Bernardeschi ha un talento puro, che a volte sembra perfino cristallino e a volte si spegne (come è successo a Napoli); Chiesa ha il furore dentro, ha la rabbia, il ritmo, l’intensità, la velocità. A Firenze non mancano gli esempi di ali destre, da rintracciare nella leggenda (Julinho e Hamrin), nella storia (Daniel Bertoni, Enrico Chiesa, il padre, tutt’e due più attaccanti che ali) e nella cronaca (Salah, Cuadrado e Joaquin), tutti giocatori con caratteristiche diverse da quelle di Chiesino.

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Quando è sulla fascia con la palla al piede a noi viene in mente un’altra ala destra viola dei tempi di Ranieri e poi Malesani, Andrej Kanchelskis.

Nazionale russo di origini ucraine, aveva giocato nel Manchester United, poi passò all’Everton dove la Fiorentina di Cecchi Gori lo prese nel ‘96. Un terribile scontro con l’interista Taribo West, con conseguente rottura della caviglia, lo spinse verso il tramonto della sua carriera.

Kanchelskis era un’ala destra pura che segnava tanto: 38 gol in 122 partite con l’United e 20 reti in 52 gare con l’Everton. Dell’ucraino, Chiesa ha lo scatto, la progressione e il senso del gol. Vede la porta e sa come trovarla.

Segnerà tanto anche lui. Alla sua età, arriveranno anche i giorni down e quelli saranno i giorni in cui i fiorentini, sempre impazienti, dovranno aspettarlo con calma. Chiesa può diventare il futuro della loro squadra.

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