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Le gerarchie ai nastri di partenza dicono che sarà dura anche per il settimo posto. Sarà il campo a parlare

Parte il campionato. Sarà il campo a parlare. Il lavoro fatto da Corvino è molto più che sufficiente. Ma anche le altre concorrenti per l’Europa non scherzano

L’ultimo giorno di mercato ha regalato al nostro campionato una corsa all’Europa League che quest’anno come mai negli ultimi anni si preannuncia a dir poco intrigante. Il Torino con Soriano e Zaza ha messo a segno due colpi molto importanti last minute.

L’Atalanta sarà la solita mina vagante, con la Fiorentina che confermando tutti i big ed inserendoci Pjaca, Gerson, Lafont, riparte da un finale di stagione ottimo.

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Le gerarchie sono chiare davanti. Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Napoli sono di un altro pianeta.

Per il settimo posto sarà bagarre fino alla fine con i granata e con i nerazzurri di Gasperini. E’ lì che si colloca la Fiorentina. Non spaventa la Sampdoria, le altre, che tranne qualche eccezione vedi Parma e Sassuolo si sono mosse molto bene, sono qualitativamente dietro.

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Toccherà al campo parlare. In mezzo ai tanti se che caratterizzano l’inizio di questa stagione, dovranno dare risposte importanti tutti. Da Chiesa, che è entrato nell’anno della sua esplosione definitiva, a Simeone, che deve ripartire dalla media gol dello scorso finale di annata.

Passando per Pjaca, Benassi e Gerson che devono rilanciarsi e ritrovarsi, così come tanti altri dovranno chi rispettare le aspettative, come Lafont, chi confermarsi come Veretout, Milenkovic e Pezzella.

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La Fiorentina può azzeccare l’annata, così come fallire miseramente e restare ampiamente fuori dall’Europa.

Meglio pensare positivo, non costa niente. Perché l’amalgama in questo spogliatoio c’è. E Pioli dal punto di vista umano sta confermando di essere un leader vero. Quest’anno, lo stesso tecnico viola, può inoltre partire con delle certezze.

Tattiche, e delle caratteristiche dei suoi che già conosce. A differenza di un anno fa quando fino al gong del mercato la Fiorentina era un cantiere aperto e prima di trovare la quadra tattica, lo stesso Pioli ci mise forse un po’ troppo.

Ma era prevedibile.

A differenza di altre sessioni di mercato, in questa, la Fiorentina non si è privata di nessuno dei big. Non era scontato, e non è stato semplice. Resta il solito e cronico dubbio: per rinforzare decisamente una rosa così e fare uno step ulteriore non si poteva fare qualche sacrificio in più visto che tra un anno ci sarebbe stata comunque la possibilità di rientrare economicamente con qualche cessione?

Ma da questo orecchio, in società, non ci sentono. Il campo ne dirà di più.

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