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L’altro lato della medaglia: “Resta, ci crediamo”, ma senza cambio modulo Sottil non gioca mai

Riccardo Sottil non trova mai spazio nonostante la conferma a gennaio e la fiducia di Iachini e Pradé. Solo 50’ giocati nel 2020. E rischia di perdere un altro anno

 “Lo cercano tutti, è verissimo. Riccardo lo vogliono in tantissime squadre. Oggi mi dispiacerebbe e ci dispiacerebbe privarcene anche per 6 mesi. Ma ce lo siamo detti con il suo agente e con il padre: monitoriamo tutto fino a fine mercato.

Perché poi faremo un percorso lungo insieme” disse di Sottil il ds viola Daniele Pradé annunciandone il rinnovo in sala stampa. E in occasione di quella conferenza lo stesso giovane viola non nascose la voglia di giocare un po’ di più, lasciando aperte le porte a possibili partenze in prestito.

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Era il 22 gennaio 2020, il mercato era ancora aperto, e su di lui le voci di mercato si moltiplicavano giorno dopo giorno. Dal Genoa, nell’affare Kouamé o Agudelo, o Criscito, al Sassuolo, nella trattativa Duncan, fino alla Spal e al Pescara in B.

Proprio con i ferraresi sembrava ormai tutto fatto per il prestito, colloqui iniziati nell’affare Igor, poi il dietrofront: “Abbiamo deciso di tenerlo con noi perché ci puntiamo”, disse Beppe Iachini a fine mercato.

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NEL 2020 SOLO 50 MINUTI.

Tuttavia, dalla fine del mercato ad oggi, Riccardo Sottil continua a non trovare spazio. Se con altri giovani il club viola ha deciso di mandarli a giocare, Luca Ranieri su tutti, alla fine l’esterno gigliato è rimasto qua. Dal giorno successivo al gong che ha chiuso la sessione invernale, però, non ha trovato spazio né contro il Milan sabato scorso, né con la Samp la domenica precedente.

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In campo 10’ contro l’Inter in Coppa Italia, 17’ da subentrante contro la Juve allo Stadium e 11’ contro l’Atalanta.

Il tutto dopo aver collezionato 0’ contro l’Atalanta in Coppa a gennaio, col Genoa, contro la Spal, col Bologna e solo 12’ a Napoli.

In pratica, nel 2020, Sottil ha messo a referto solamente 50’ di gioco.

COME JOAQUIN. “Come caratteristica Sottil assomiglia molto a Joaquin” disse di lui il ds viola Daniele Pradé nel giorno del rinnovo dell’esterno viola. E se il paragone è forse azzardato, adesso, ma in prospettiva ci può anche stare per caratteristiche tecniche, di spazio nel 3-5-2 di Iachini, per Sottil, non ce ne può essere.

Lo ha detto lo stesso Iachini più volte, già dopo l’1-0 contro la Spal di settimane fa: “Ci potrà dare una mano sulla fascia. Non gioca più? Noi abbiamo fiducia. Fa meno lavoro difensivo: questo è il motivo. Più avanti potremo aprire il maglioncino, adesso servono solo punti”.

E da allora, lo scenario, non è molto cambiato.

CAMBIO MODULO. Se ad inizio stagione, col 4-3-3 di Montella, Sottil era addirittura partito titolare le prime due giornate, diversi erano stati anche i subentri a gara in corso. Col passaggio al 3-5-2, con Montella prima, e Iachini poi, per il classe 1999 viola le opportunità si sono ridotte praticamente al lumicino.

Col rientro di Ribery, però, si tornerà all’attacco a tre, soluzione già al vaglio per l’immediato con Chiesa-Cutrone-Vlahovic. E così facendo per Sottil le chances di giocare potrebbero aumentare notevolmente. Fino ad allora, finché la situazione di classifica non sarà definitivamente tranquilla, è praticamente impossibile che trovi spazi sulla fascia (dove Lirola è in costante crescita) e/o davanti.

SE NON GIOCA NON CRESCE.

L’altra faccia della medaglia, insomma. Se Ghezzal ha avuto da ridire per le poche occasioni che gli sono state date di mettersi in mostra, Sottil ultimamente non ha alzato per niente la cresta, a differenza di quel gesto plateale col Cittadella che inasprì il rapporto con Montella.

Iachini ha fiducia in lui, Pradé e la società lo stesso visto il rinnovo fino al 2024 firmato poche settimane fa e la volontà di tenerlo a gennaio.

Ma pur potendo crescere allenandosi alla Fiorentina, solo giocando può definitivamente maturare. Il rischio, così facendo, è quello di aver perso un altro anno dopo il mezzo passato in panchina l’anno scorso, proprio a Firenze.

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