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Lacrime di ‘Fede’: da quelle per l’EL a quelle per il rischio B. Ora servono quelle di gioia

La disperazione di Chiesa, dai giorni della lotta all'Europa a quelli per non retrocedere. Record di legni colpiti, e domenica sera altre lacrime in arrivo, sperando siano di gioia

Era il 10 marzo scorso quando Federico Chiesa, in lacrime, era costretto a lasciare il campo durante il primo tempo di Fiorentina-Lazio. L’infiammazione al retto addominale si era fatta troppo forte per continuare a dare il suo apporto ad una Fiorentina che nutriva ambizioni d’Europa con il sogno di giocarsi una finale di Coppa Italia e vincere un trofeo.

Due mesi più tardi Chiesa è ancora in lacrime.

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Ma stavolta per motivi diversi. La Fiorentina rischia di andare in B, con le percentuali di retrocessione progressivamente aumentate sconfitta dopo sconfitta. Ci ha messo la faccia, dopo la sconfitta contro il Milan. L’unico, mentre attorno a lui regnava il silenzio dopo la lettera dinamitarda di Diego Della Valle.

Ci ha messo la faccia andando a chiedere scusa ai tifosi con la fascia dedicata a Davide Astori in mano sotto il settore ospiti a Empoli.

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Il tutto mentre la dea bendata ha pensato bene di voltargli le spalle proprio nel momento decisivo.

I due legni colpiti a Torino contro la Juventus e la traversa contro il Parma lo hanno portato ad avere solo Immobile davanti nella classifica assoluta di pali/traverse colpiti in Serie A.  

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Quei sorrisi beffardi che avevano fatto capolino sul suo volto si sono trasformati in pianti di rabbia.

Anche perché se Simeone di occasioni nelle ultime giornate ne ha avute anche di più di Federico, i demeriti di Chiesa sui gol mancati sono assai inferiori rispetto a quelli dell’argentino.

Probabilmente di lacrime Chiesa ne verserà ancora da calciatore della Fiorentina, a cominciare da domenica sera.

Di gioia per aver evitato un epilogo drammatico domenica, o di disperazione per uno scenario al quale nessuno vuole neanche pensare.

Una volta terminata questa agonia, al fischio finale di Fiorentina-Genoa, sarà il suo futuro il tema principale di questa estate.

Le possibilità che resti ancora a Firenze sono andate via via scemando, fino al rasentare praticamente lo zero. Se ci saranno, insomma, altre lacrime (stavolta di addio) dopo domenica sera sarà il mercato a dirlo. Intanto c’è la gara della vita, contro il Genoa quando le uniche lacrime che tutta una città spera di veder versare al giovane Chiesa sono quelle di gioia, per un traguardo per il quale c’è ben poco da festeggiare, ma che è diventato sinonimo di sopravvivenza.

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