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La tattica di Sousa, col 4-4-2 camuffato... e tanti fuori ruolo

Meno evidente, anzi azzerato, il giochino della reversibilità difensiva viola. Fin qui Sousa ha cavalcato l’equivoco della linea a tre o a quattro, con l’esterno basso di sinistra ad alzarsi e ad abbassarsi in base alle due fasi, possesso e non.

A San Siro, scrive La Gazzetta dello Sport, la tendina si è mossa a quattro per tutti e due i tempi, con Salcedo nei panni del terzino sinistro. Di fatto un sistema 4-2-3-1, meno sfrontato del 3-4-2-1 a cui ci eravamo abituati, anche perché il 4-2-3-1 è un 4-4-2 camuffato e permette di difendersi meglio e tappare i pertugi.

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Un modo per ovviare all’assenza di Bernardeschi, un segno di rispetto e di riguardo verso il Milan e la sua esplosività sulle fasce: Suso e Deulofeu in prima linea; Abate ala aggiunta a destra e di frequente interscambiabile con Kucka; Vangioni più spingente che respingente a sinistra.

Partita a trazione laterale, quella dei rossoneri, anche se il semi-capolavoro di Deulofeu per il 2-1 è nato da percussione trequarti-area: a volte anche le ali filano via nei corridoi centrali.

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A Roma contro i giallorossi non c’era Kalinic, a Milano è mancato Bernardeschi: forse non è un caso che i viola abbiano perso nell’una e nell’altra serata. Senza Bernardeschi mancano visione e intuizioni in rifinitura, senza Kalinic si diventa offensivamente innocui.

Certi giocatori sono imprescindibili. Ilicic, il sostituto di «Berna», è sembrato svogliato, quasi seccato dal ruolo di vice; Cristoforo è stato trasparente. Troppi giocatori sfasati, impossibile che il gioco non ne risentisse.

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