Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

La resa di Commisso e i 'grandi classici' fiorentini. Ora una squadra 'vera'

Giocatori poco utili e squadra con forti limiti, anche caratteriali. Rocco non avrebbe voluto cambiare, Montella paga colpe anche non sue. Pradè...

Nel giro di pochi mesi Rocco Commisso ha dovuto fare i conti con i grandi classici del calcio italiano. E di quello fiorentino, soprattutto. Prima un giocatore di alto valore tecnico che chiede di essere ceduto, poi il tormentone dello stadio nuovo e del famoso gap con le grandi.

Poi l’esonero di un allenatore che evidentemente non è riuscito a trasmettere alla sua squadra ciò che serviva per vivere perlomeno una stagione tranquilla. Insomma, tutto in pochi mesi. Alla fine la storia è la solita e c’è da giurare che Commisso lo avrebbe evitato volentieri, soprattutto dopo aver dichiarato con orgoglio, al suo arrivo, «Io non ho mai licenziato nessuno».

sponsored

Così scrive La Repubblica.

RESPONSABILITA'. Montella sicuramente paga anche colpe non sue. Ma di solito è sempre così. Il mercato è stato un fallimento, il non gioco una conseguenza. Però i numeri di Montella sono implacabili e la sconfitta con la Roma ha raccontato, al di là della differenza tecnica tra le due squadre, di una Fiorentina troppo moscia per essere vera.

sponsored

E la resa incondizionata con cui la squadra si è posta davanti all’avversario è stata decisamente umiliante. Un saluto a Montella, quindi, che forse è stato solo una vaga illusione di un passato che non ha la forza di tornare a dare segni di sé.

È evidente che in discussione, insieme a lui, ci sia anche Daniele Pradè, altro ritorno che rischia di restare una illusione. Ma un direttore sportivo deve restare al suo posto anche perché ha il diritto di provare a rimediare agli errori estivi, figli anche della fretta e di un cambio di proprietà arrivato in corsa.

sponsored

IDENTITA'.

Adesso solo due cose contano davvero: lavorare per evitare sofferenze che nessuno merita e progettare un futuro degno di questo nome. Questa Fiorentina ha bisogno di liberarsi di giocatori poco utili alla causa e di immettere energia e tecnica in una squadra segnata da forti limiti, anche caratteriali.

Chi la prenderà in mano nelle prossime ore dovrà lavorare sull’identità di una squadra imperfetta e costruire una vocazione alla battaglia che fino ad oggi è stata sommersa da una ambiguità pericolosa, quella della squadra senza obiettivi.

Né salvezza, né Europa: non è facile navigare in questa terra di nessuno.

REAGIRE. Il buon Commisso si ritrova in una situazione nuova per lui, ma a noi ben conosciuta. Costruire un futuro ambizioso implica errori, momenti dolorosi, rabbia e delusioni.

Ma Firenze ha cuore ed energia, e quello che conta è indicare la strada verso un domani che capovolga questo presente fatto di poco calcio e troppe delusioni.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento