La parabola di Eysseric allegoria della Fiorentina: in quattro giorni da fenomeni a brocchi
Impressionante quanto cambino velocemente i giudizi nel calcio. Straordinario quanto, spesso anche a causa di un'eccessiva pressione mediatica da parte della stampa, a pochi giorni di distanza si capovolgano proclami esaltanti in monologhi desolanti, e viceversa.
La Fiorentina che vince con il Torino e arriva a Crotone con una striscia aperta di tre vittorie consecutive è una squadra che può arrivare in Europa League; quella che perde a Crotone quattro giorni dopo con una brutta prestazione non può andare oltre il decimo posto.
C'è un giocatore che in questi famigerati quattro giorni è passato dall'essere una rivelazione per la sua tecnica ad un giocatore non adatto a calcare i campi di Serie A.
Quel Valentin Eysseric che si è preso in estate la maglia numero 10, nelle ultime stagioni mai troppo fortunata. Col Torino, subentrato a causa dell'infortunio di Thereau, il francese dopo un timido ha mostrato lampi di una classe cristallina, entrando in molte delle azioni pericolose viola (tra le quali il rigore che ha definitivamente chiuso la partita).
Novanta ore dopo, lo stesso giocatore, schierato da Pioli dal primo minuto, si è trovato in grande difficoltà (come per il resto tutta la squadra), offrendo una prova farcita di errori banali e palle perse.
Dalle stelle alle stalle.
Peccato, però, che ci si dimentichi troppo spesso che la verità sta sempre nel mezzo: magari, Eysseric non è un fenomeno come qualche esaltato poteva pensare dopo il 3-0 con i granata, ma nemmeno il calciatore incapace di mettere insieme tre passaggi consecutivi visto a Crotone.
Magari, complice l'infortunio subito a inizio stagione, Valentin ha ancora bisogno di tempo per adattarsi ai ritmi della Serie A, dove rispetto al campionato francese si gioca in spazi più stretti e, in certe fasi della partita, a ritmi più elevati.
Magari, in questa fase di crescita Eysseric può risultare più utile a partita in corso, quando le squadre si allungano e il ragazzo può usufruire di spazi che difficilmente in Italia ti concedono durante i primi 45'.
Magari, come per Eysseric, anche sulla Fiorentina si dovrebbe usare maggiore cautela nei commenti.
Questo vuol dire moderare sia l'esaltazione dopo una vittoria (o una serie di vittorie), sia il disfattismo dopo una brutta sconfitta. Questo perché la Fiorentina è una squadra giovane, e anche se questa frase sta diventando un disco rotto sono in troppi che sembrano dimenticarsene quando si analizzano i risultati dei gigliati.
I giovani sono capaci di prestazioni esaltanti e di inspiegabili capitomboli. Attenzione però: non guardiamo solo la carta d'identità di chi scende in campo quando si parla di "squadra giovane" (d'altra parte, gli undici che Pioli schiera ogni settimana sono un bel mix tra veterani e ragazzi di prospettiva).
La Fiorentina è una squadra giovane perché costruita negli ultimi giorni di mercato.
La caratteristica di squadre di questo genere è proprio la discontinuità, che si spera andrà affievolendosi con il passare delle giornate. Non captare i progressi che questa squadra ha compiuto rispetto alle prime uscite vuol dire peccare di cecità.
Tuttavia, è inutile girarci intorno: battute di arresto ne capiteranno ancora. Succedeva a squadre ben rodate come la terza Fiorentina di Montella (ricordate per caso prestazioni orrende contro un Parma in versione polveriera?).
Figuriamoci se possiamo pretendere che una squadra costruita in netto ritardo e piena di ragazzi che ancora non conoscono bene nemmeno la lingua possa imporsi immediatamente nel calcio italiano con filotti di quattro-cinque vittorie consecutive.
L'unica cosa che ci si può augurare è che questa Fiorentina possa continuare a migliorare durante tutto l'arco della stagione.
Che questi ragazzi possano proseguire nel loro processo di crescita senza evidenti battute d'arresto (il che non significa semplicemente evitare una brutta partita a Crotone o a Verona, ma osservare l'andamento della squadra oltre i semplici 90 minuti).
Questo perché oggi, 30 ottobre 2017, non è ancora possibile determinare quali potranno essere le ambizioni della Fiorentina costruita quest'estate.


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