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La Nazione - Senso di appartenenza e legame con il territorio. Da dove nasce lo Scudetto Primavera

Viaggio nel mondo del settore giovanile viola, dove il senso di appartenenza cresce spontaneo 

Quarantatré anni dopo, Firenze è tornata a sentirsi campione d’Italia. E stavolta non c’è stato bisogno di colpi milionari: è bastato il cuore di una squadra cresciuta insieme, alimentata da un senso d’appartenenza che nel calcio moderno sembra quasi fuori tempo. La Fiorentina Primavera che giovedì ha conquistato lo scudetto ha riacceso l’orgoglio di un’intera città, in una delle stagioni più tormentate vissute dalla prima squadra e a pochi mesi dal centenario del club, osserva stamani La Nazione.

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FIORENTINI E TOSCANI. Eppure dietro al trionfo della squadra di Daniele Galloppa c’è però molto più di una semplice cavalcata vincente. C’è un gruppo che, nella sua ossatura, è nato dieci anni fa e ha attraversato tutte le categorie del vivaio insieme, dai Pulcini fino all’Under-20, costruendo legami umani prima ancora che tecnici. E non stupisce che nella formazione titolare scesa in campo contro il Parma ci fossero ben cinque fiorentini e tifosi viola: Deli, Braschi, Puzzoli, Mazzeo e Trapani. A loro si aggiungono altri ragazzi nati in riva all'Arno come Fei, Dolfi, Angiolini, Conti e Atzeni, oltre a tanti altri toscani presenti in rosa: Sturli e Perrotti (nati a Montevarchi), Kouadio (Prato), Bertolini (Carrara), Leonardelli (Follonica) e Sadotti (Arezzo). 

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MODELLO. Non si tratta però di un caso isolato: il modello «cuore viola» è oggi il tratto distintivo di tutto il settore giovanile. I numeri raccontano una strategia precisa: dei circa 350 tesserati del vivaio, il 92% è italiano e addirittura l’80% arriva dalla Toscana. Emblematico il dato delle squadre Under-9, 10 e 11, composte solo da ragazzi nati nella regione: una scelta chiara del club, che punta a creare fin da piccoli un forte legame con la maglia e col territorio

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CHANCE FRA I GRANDI. Intanto a godersi i frutti di questo lavoro sarà presto anche Fabio Grosso. Diversi classe 2006 svolgeranno infatti il ritiro con la prima squadra prima di spiccare il volo tra i professionisti: da Trapani e Sadotti in difesa a Conti e Deli in mezzo al campo, passando per Puzzoli, Bertolini e Braschi in attacco, senza dimenticare Balbo, destinato a restare coi grandi. Perché il futuro, a Firenze, oggi parla soprattutto viola.
 


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