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La Nazione - Fiorentina-Pisa, all'andata il manifesto del crollo: la notte amara di Pioli

All’andata i viola travolti nel gioco e salvati da De Gea e dai pali. Nzola protagonista, Fazzini tra i pochi a salvarsi

La sfida di andata tra Pisa e Fiorentina è stata lo specchio della stagione viola targata Pioli. Una partita che ha raccontato fragilità, difficoltà e un’identità mai davvero trovata. I gigliati soffrirono per lunghi tratti, incapaci di imporre il proprio gioco e spesso in balia degli avversari. 

Tra i protagonisti ci fu M’Bala Nzola, tutt'ora di proprietà della Fiorentina. L’attaccante angolano, prima della rottura definitiva con il Pisa a gennaio, disputò un ottimo primo tempo: colpì una clamorosa traversa di testa e mise costantemente in difficoltà la retroguardia viola. 

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Il Pisa sfiorò più volte il vantaggio: palo dell’ex Cuadrado, rete da fuori area di Meister annullata per fallo di mano. La Fiorentina si salvò anche grazie ai legni e a un attento De Gea, tra i pochi a uscire con una valutazione positiva. 

FAZZINI NOTA LIETA. Prestazione complessivamente deludente per i viola, con rare eccezioni. Oltre al portiere spagnolo - come sottolinea La Nazione -, si mise in evidenza Jacopo Fazzini, allora utilizzato con una certa continuità da Pioli. L’ex Empoli provò ad accendere la manovra con qualche spunto interessante, pur senza fortuna. 

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Poi la sua stagione ha preso una piega complicata, fino alla recente notte di Bialystok che ha riacceso qualche segnale. Ma quella gara dell’andata resta il simbolo di una Fiorentina smarrita, lontana dalle aspettative di inizio anno.


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