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La Nazione - Fiorentina, ancora una volta è dentro o fuori. A Udine quanti errori da non ripetere

Dopo la brutta figura in Conference League, la squadra di Vanoli fa visita all'Udinese per ottenere punti pesanti in chiave salvezza

Dall'Udinese all'Udinese. Con la necessità, anzi l'obbligo, di arrivare a quel “restart” che è stata la gara di andata contro i friulani, che regalò alla Fiorentina la prima vittoria in campionato. La stagione viola stava impazzendo – non che adesso sia priva di follìe – e battere l'Udinese rappresentò il primo gradino per accendere la luce su un buio pazzesco. Concetto a suo modo identico con cui inquadrare la sfida di domani sera in Friuli, scrive La Nazione. Dove per la squadra viola i tre punti avranno mille significati: riscattare la pessima figura della notte di Conference di giovedì scorso e aggiungere un altro mattoncino prezioso nella lotta per raggiungere il prima possibile il treno della salvezza.

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COSE DA NON RIPETERE. Udinese-Fiorentina si gioca alle 20.45, ovvero sarà il match che chiude la giornata della serie A. E anche questo è una dato da non trascurare. La squadra di Vanoli, infatti, si presenterà in campo leggendo la nuova classifica e quindi mettendo a fuoco cosa hanno fatto gli avversari diretti. Lecce e Cremonese (in primis) e poi Genoa e Torino: la Fiorentina avrà in mano i risultati relativi a queste squadre e potrà considerare meglio il peso specifico che avrà il risultato di Udine sulla corsa per evitare la Serie B. Vincere, dunque. O comunque provare a farlo. Ma per riuscirci la squadra viola dovrà ripassare oggi il manuale delle “cose da non ripetere” dopo la figuraccia con lo Jagiellonia. Manuale che gira su una serie di situazioni tattiche e di atteggiamenti che se dovessero tornare in scena con l'Udinese (o anche più avanti) spingerebbero di nuovo la Fiorentina nel baratro.

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PAROLA E MOSSE A VANOLI. Nello specifico: la fase difensiva. Con o senza Rugani e con l'assenza per squalifica di Dodo, Vanoli dovrà inventarsi qualcosa perché la difesa sia meno prevedibile e “colabrodo”. Rilanciare definitivamente Ranieri? Chiedere a Pongracic di rimanere al suo posto senza sganciarsi in inutili incurisioni offensive? Risvegliare l'istinto di Comuzzo? Tocca a Vanoli rispondere e poi inventarsi qualcosa. Per forza. Dalla difesa all'attacco. I 90 minuti (anzi, i primi 100 minuti) della partita di Conference dell'altro giorno sono stati roba da stropicciarsi gli occhi (in negativo) Nessuna azione da gol, nessun accenno di costruzione della manovra offensiva. Fare così anche domani costituirebbe un harakiri drammatico. Un consegnarsi al buon gioco e alle idee dei bianconeri. Dunque, parola e mosse passano di nuovo a Vanoli. Con tanto di messagino cifrato e di sveglia da dare a Kean, ma soprattutto a chi deve aiutare Moise ad andare in gol. Gud, Harrison, Mandragora, Ndour o magari Fabbian: serve una sveglia, servono idee, serve costruire. Per andare all'attacco, fare la partita.

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