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La Lega di A si interroga: nuotatori e tennisti sì? Calciatori 'discriminati'

Via agli allenamenti per il 4 maggio per gli sport individuali, mentre quelli di squadra dovranno aspettare il 18. E la Serie A inizierebbe a metà giugno

Le date cerchiate sul calendario sono due: 4 e 18 maggio. Le stesse caselle su cui resta sospeso un mezzo punto interrogativo. La prima ricorrenza celebra la ripresa degli allenamenti individuali. Ma con una specifica: il via libera vale per gli interpreti di sport individuali.

Nuoto, tennis, non per quelli di gruppo. Per i calciatori, protagonisti di una disciplina collettiva, non vale. Non saranno autorizzati a tornare al centro sportivo per sottoporsi ai test o valutare con lo staff il proprio livello di preparazione atletica. I cancelli resteranno chiusi: tenere allenati i muscoli dovrà continuare a essere fatto tra le mura di casa o al parco.

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Un’incongruenza che per la Lega di A può finire per penalizzare i calciatori che in questo modo avrebbero un diritto «minore» rispetto a quello di altri colleghi professionisti. E se una «squadra» di nuotatori può ritrovarsi in piscina, perché non possono farlo sul campo piccoli gruppi di calciatori?

Le condizioni e le tempistiche della ripresa - è l’idea - dovrebbero essere uguali per tutti. Non è escluso che nei prossimi giorni questo punto di vista sia nuovamente sottoposto all’attenzione del governo. I club devono infatti muoversi per tempo per riconvocare i propri tesserati, specie chi oggi è all’estero, scrive La Gazzetta dello Sport.

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RIPRESA COLLETTIVA. Il 18 maggio sarà  il giorno della ripresa degli allenamenti di gruppo. Ma c'è un secondo punto interrogativo: l’intera squadra potrà essere accolta al centro sportivo? O servirà scaglionare i giocatori in piccoli gruppi?

L’idea di dividere la squadra in 4-5 calciatori e distribuirli in zone di campo differenti (o su più campi per chi ne ha possibilità) era un’opzione che la Serie A considerava valida fin dal 4. Invece serviranno altre due settimane di attesa.

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Al quesito proverà a rispondere il Comitato tecnico scientifico del governo, che oggi tornerà a riunirsi con Spadafora. O magari sarà un tema rimandato ai prossimi appuntamenti. Quando il protocollo della commissione del governo verrà inviato alla Figc, che dovrà accogliere le correzioni (per il Ministro Spadafora il documento presentato dalla commissione federale e da altri esperti del settore non è ancora «sufficiente»).

DATE DI RIPARTENZA. La definizione delle date degli allenamenti influisce ovviamente anche su quella della ripresa della stagione agonistica. La Serie A confidava nella ripartenza con qualche giorno d’anticipo, sempre con la condizione necessaria di rispettare i più rigidi protocolli medici a tutela della salute di atleti, staff e il resto del gruppo squadra.

Riprendere, anzi rivedersi per la prima volta tra tre settimane esatte, determina un possibile spostamento in avanti anche del secondo start della Serie A. Per la Lega il week-end con le maggiori probabilità di ospitare la ripresa dei campionati era quello del 6-7 giugno.

Ora potrebbe servire qualche giorno di tempo in più: la Serie A potrebbe ricominciare a metà settimana, mercoledì 10, oppure andare al successivo week-end, quello del 13-14 giugno. In quest’ultimo caso il calendario dovrà distribuire in un mese e mezzo i dodici turni (13 per chi ha una giornata da recuperare) che mancano alla conclusione.

E l’invito dell’Uefa, che per ora resta sullo sfondo, è a considerare formule riviste (magari playoff-playout o altre situazioni) ma da comunicare entro il 25 maggio.

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