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La Juventus 'regala' ai viola nuove opzioni e maggiori certezze tattiche

Sono passati ormai più di tre giorni dalla vittoria contro la Juventus e, dopo il momento iniziale di euforia, si può iniziare a valutare cosa veramente i viola si 'portano a casa' dai bei 90' del Franchi, oltre ai 3 punti guadagnati.

Molto si è già detto delle prove individuali: a un girone esatto di distanza dal suo esordio, quella con i bianconeri è stata in qualche modo la consacrazione di Federico Chiesa. Per lui una prestazione da applausi e da vero leader, gli onori della cronaca e una molto probabile futura chiamata in Nazionale.

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Non solo. Nikola Kalinic ha dimostrato ancora una volta la sua fondamentale importanza in tutta la manovra di attacco e non solo in fase realizzativa. E quanto una sua partenza potrebbe pesare sul gioco dei viola.

Ma quella contro i bianconeri è stata soprattutto la vittoria tecnico-tattica di Sousa.

L'allenatore portoghese ha messo in campo una formazione perfetta, riuscendo a trovare una quadratura di gioco che i viola (eccezion fatta per rare occasioni) non trovavano da quasi un anno.

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Sousa ha abbandonato il 4-2-3-1 visto negli ultimi mesi per adottare un 3-4-2-1.

Il nuovo modulo ha dotato i viola di una sorprendente solidità in campo, soprattutto in fase di possesso di palla. Non solo. Una mossa chiave è stata anche l'inserimento del terzo centrocampista centrale, ovvero Borja Valero.

La sua posizione ha rappresentato un vero rebus per la Juventus. Lo spagnolo è stato libero di muoversi a proprio piacimento offrendo sostegno sia al centrocampo che all'attacco, e creando linee per costruire la manovra in verticale.

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La dimostrazione sono stati gli inserimenti efficaci di Vecino nel primo tempo.

Non solo. La libertà concessa a Borja Valero ha costretto anche i giocatori avversari ad una maggior difficoltà e attenzione nel marcarlo. Le conseguenze sono state più spazio di azione per la manovra di Kalinic e una maggiore difficoltà dei bianconeri in fase di contrattacco.

Nonostante lo scarso movimento sul mercato, la Fiorentina si ritrova inoltre con un centrale difensivo (di livello) in più.

Il vero asso nella manica di Paulo Sousa è stato infatti la scelta di indietreggiare Carlos Sanchez sulla linea di difesa. Il colombiano si è reso protagonista di una partita quasi perfetta. La sua intelligenza tattica e senso della posizione hanno dato sicurezza e solidità a una difesa che ultimamente era sembrata più scricchiolante che mai.

La 'Roca'  ha dimostrato di saper coprire sia la posizione di centrale che, all'occorrenza, quella di terzino destro.

Nonostante sia necessario un intervento sul mercato in quella zona del campo, Sousa scopre di avere in casa una carta importantissima da potersi giocare nei prossimi appuntamenti.

Il tecnico portoghese si prende quindi una rivincita contro tutte le quelli che lo avevano duramente criticato negli ultimi mesi.

Il suo lavoro si è visto e la squadra ha dimostrato di avere personalità. Adesso i viola dovranno però dimostrare di sapersi ripetere anche quando gli appuntamenti non avranno le tinte epiche della sfida contro la Juventus.

In questa fase di stagione diventano diminuiscono esponenzialmente i margini di errore, al fine di non perdere definitivamente il treno Europa o interrompere anzitempo il cammino nelle coppe.

Una cosa è certa: Sousa ha dimostrato di disporre di nuove opzioni a livello tattico.

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