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La classifica si allunga, decisivi gli altri obiettivi

VIENE chiamata zona-sbadiglio, è quella da cui la Fiorentina dovrà restare alla larga per non annoiare se stessa e gli altri nella seconda parte del campionato. Dopo i risultati di ieri la classifica viola però è davvero a rischio quiete dei sensi, un piattume senza emozioni a corto raggio, perché le vittorie di Milan, Inter, Lazio e Atalanta hanno allungato ancora la distanza dal gruppetto che insegue le primissime.

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NONA e con una partita da recuperare, ma anche con 6 punti di distacco dal settimo posto e 8 dal sesto. E il quinto – dove c’è il Milan che come i viola ha una partita in meno – è addirittura a 9 punti. La vita per la Fiorentina è dunque abbastanza monotona.

Pesa molto l’ultimo 3-3 contro il Napoli con il gol beccato su rigore da Gabbiadini – fallo evitabile di Salcedo – al minuto 94, non gira in effetti benissimo alla Fiorentina e va invece meglio alle altre (soprattutto alla Lazio).

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Difficile capire quanto le fragilità di una squadra siano determinanti in termini di partite sfuggite o vinte negli ultimi minuti.

LA FIORENTINA ha una classifica in campionato troppo quieta e due opportunità per tenere in vita la stagione in coppa Italia contro il Chievo (mercoledì alle 17.30 la partita secca valida per conquistare i Quarti di finale) e a metà febbraio in Europa League contro il Borussia Monchengladbach, andata dei sedicesimi, ritorno dopo una settimana al Franchi.

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STRADE parallele che la Fiorentina dovrà percorrere con grande attenzione e dignità – al contrario dell’anno scorso, quando l’uscita in coppa Italia contro il Carpi fu un durissimo, inatteso colpo – per bilanciare il grigiore in campionato.

Il rinvio della partita contro il Pescara (date possibili per il recupero il 18 gennaio, o più probabilmente il primo febbraio) permetterà alla squadra di viola di affrontare la settimana che porta alla Juve senza un’overdose di stress fisico.

Aspettando notizie certe sul ritorno di Borja, i numeri di questa prima fase di stagione confermano il superuso di alcuni protagonisti, almeno in campionato: dietro a Tatarusanu (il più presente con 1665 minuti), ci sono Kalinic (1573) e Astori (1533).

Fra gli altri difensori – a conferma di una rotazione nel reparto che negli ultimi tempi pochissima vantaggi a portato per la tenuta del reparto – arrivano poi molto staccati Gonzalo (1152) e Tomovic (1092).

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