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La Cina non spende più. Anche l'Inter di Suning bloccata: prima si vende, poi si compra

Interessante approfondimento del Corriere della Sera sulla società nerazzurra: conti praticamente in pari, niente Tonali, Kumbulla e Allan per mancanza di soldi

La direttiva del governo cinese è chiara da tempo: stop a investimenti eccessivi in aree non strategiche per l’interesse e l’economia nazionale. Il coronavirus ha fatto il resto. Si è così passati dalle spese folli nel calcio, con i club cinesi pronti a pagare vagonate di milioni anche per giocatori mediocri, a una stretta totale che ha portato la Premier League a risolvere il contratto sui diritti tv con Pptv, inadempiente sul pagamento di 180 milioni.

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La linea di Pechino è legge per chi, come il gruppo Suning, è proprietario di un club. Così scrive il Corriere della Sera. ACQUISTI E CESSIONI. A fine agosto il presidente Steven Zhang si è incontrato con l’allenatore Antonio Conte e la dirigenza.

Il quadro raffigurato non incoraggia l’ottimismo: non si può spendere se prima non si vende, è la sintesi brutale. Suning negli anni ha immesso parecchi milioni nel club (circa 600), ma già dalla passata stagione il flusso di denaro si è ridotto.

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L’Inter ha speso 145 milioni per rinforzarsi nel mercato di un anno fa. I 70 milioni pagati per Lukaku, cui si sommano i 35 per Barella, i 20 per Lazaro e i 20 per Eriksen, sono stati quasi tutti coperti dalle cessioni. Icardi (58), Politano (24), Gabigol (18), Karamoh (8) più i prestiti di Perisic (5) e Lazaro (2): totale 115.

Il passivo di 30 milioni è stato ulteriormente ridotto grazie ai piazzamenti in campionato e in Europa League, che hanno portato 20 milioni in più in cassa. A ZERO. In sostanza, la proprietà dell’Inter è rimasta fuori di 10 milioni, ma i risultati stagionali hanno fatto pure scattare i bonus dei vari sponsor.

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Il mercato è stato fatto praticamente a costo zero, quel che mancava lo ha portato la squadra, con quanto ottenuto in campo. Durante la scorsa stagione l’allenatore ha più volte ripetuto: «Non abbiamo aggiunto, piuttosto sostituito».

Si sta percorrendo la stessa strada. Per ora il club si è mosso su Hakimi (40 milioni) e Sensi (25), riscattato dopo il prestito. L’Inter aveva già programmato gli acquisti di Tonali e Kumbulla. A bloccarli non è stato Conte, come qualcuno erroneamente pensa, ma l’impossibilità di investire.

Un altro sogno sfumato è Allan. Il centrocampista del Napoli era un affare a soli 24 milioni: l’ha preso l’Everton, l’Inter si è ritirata per mancanza di fondi. VENDERE PER COMPRARE. Il mercato vive per ora sui parametri zero.

Prima è stato Sanchez, ora siamo ai dettagli per Vidal e per l’arrivo di Darmian. Serve però un giocatore per il salto di qualità, il nome è Kanté del Chelsea. La trattativa è ferma, gli inglesi vogliono soldi, l’Inter non ne ha.

Il presidente Zhang ha chiesto ai dirigenti di vendere, purtroppo non ci sono offerte. Non ne hanno Skriniar, Vecino, Brozovic, Perisic, Nainggolan e gli ingaggi pesanti complicano le trattative. Il Barcellona non si è più fatto vivo per Lautaro.

Si può pensare di far cassa con Eriksen, se arriva un’offerta sarà ceduto per prendere Kantè.

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