La carica di Grosso, la qualità dei nuovi e Paratici 'on fire': nasce la nuova Fiorentina
Partito il ritiro, senza Gosens e con De Gea ancora leader. Kean c'è, ma a parte
Un centinaio di tifosi, forse qualcuno in più, per la prima uscita al Viola Park della Fiorentina di Fabio Grosso. Atmosfera tiepida attorno al campo di allenamento, dove l'anno scorso si erano radunate diverse centinaia di persone per accogliere il ritorno di Stefano Pioli. Sappiamo tutti com'è andata a finire, e allora giusto registrare come la fiducia corra veloce soprattutto in termini di abbonamenti, ben 4mila nel primo giorno di campagna: in 9 ore quasi un terzo dei vecchi abbonati ha rinnovato la propria tessera.
I NUOVI. Tra nostalgici del fresco di Moena e audaci sfidanti della calura ripolese, intanto la nuova Fiorentina si è rimessa in moto. Una Fiorentina ancora provvisoria, come normale che sia il 13 luglio, ma che già ha visto in campo i primi tasselli targati Paratici. Basso profilo a parole, idee chiarissime e già decine di milioni di euro messi sul piatto e/o opzionati per il futuro. E la scena se la sono presa soprattutto loro, i volti nuovi. Con Atta che ha subito fatto intravedere, in partitella, movenze e colpi da giocatore che può far divertire. E se Jimenez si è subito fermato per un piccolo fastidio, ma si candida ad essere un jolly prezioso per Grosso, dietro si sono formate le prime coppie: lo statuario Dragusin con Ranieri (insieme a Dodo e Balbo terzini in un'ipotetica difesa titolare del momento), Viery con Comuzzo.
AL CENTRO. Tutti agli ordini di mister Grosso, che sta provando subito a far breccia nei suoi ragazzi. Stimolare emozioni, del resto, è uno dei mantra dell'allenatore, come ripetuto in sede di presentazione. Sul campo la carica del tecnico viola traspare ad ogni esercizio, nella mimica e nei movimenti richiesti. È uno step importante per lui, che ha chiesto subito una cosa ai giocatori: giocare la palla in avanti, possibilmente a due tocchi. Prime impressioni e primi dettami. Con Fagioli al centro, da vero metronomo. Con la qualità che può alzarsi attorno a lui, è destinato a divertirsi. Anche se bisognerà tenere le antenne dritte in chiave mercato, perché di incedibile ad ora non c'è nessuno e la Fiorentina ha fatto capire che in mezzo può arrivare qualche altro pezzo importante (vedi Oulai). Ma finché c'è, Fagioli è il centro del gioco viola. Non si discute.
CHI SI RIVEDE (E CHI NO). Poi le altre indicazioni, a conferma degli ultimi giorni. Non c'è Gosens, e si sapeva: la scelta forte di tecnico e società. C'è invece De Gea, leader più vicino alla conferma rispetto alle scorse settimane. Si è rivisto Kean, inizialmente in gruppo, poi sul campo insieme ad un preparatore per un allenamento personalizzato. Un colpo d'occhio non da poco per i tifosi che non lo vedevano con pantaloncini e scarpe da calcio da Verona-Fiorentina del 4 aprile. Per Moise il periodo della clausola da 62 milioni sta volgendo al termine senza scossoni, come preventivabile, ma per un altro mesetto almeno converrà mantenersi vigili per eventuali proposte dall'estero. Non a caso, tra Pellegrino e Arokodare, Paratici ha già diverse soluzioni per l'attacco. Anche in caso di partenza di Piccoli, evidentemente (attenzione alla Lazio in prestito).
UN COLPO SULLE FASCE. E se tra Oso del Siviglia e il madridista Valdepenas il ds viola potrebbe stringere presto per un altro arrivo in difesa (anche per la corsia sinistra, sempre attenzione a Ruggeri uscito dai radar del calciomercato nelle ultime settimane), tutti aspettano il primo colpo sugli esterni offensivi. Di fatto Grosso oggi ha varato la prima partitella con i giovani Croci e Pirrò a supporto di Piccoli, mentre dall'altra parte Brescianini e Fabbian appoggiavano il 2010 Egharevba. Se Dragusin e Atta sono arrivati in due reparti sì da puntellare, ma dove non c'era estrema necessità numerica, sulle fasce ci aspetta qualcosa di altrettanto importante. Lang e Bakayoko, oltre a Koleosho, i profili più attenzionati, ma attenzione perché fin qui Paratici ha sempre sorpreso. E Firenze attende il prossimo colpo.

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