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Kuzmanović a VI.IT: "Fiorentina, amore mio! Spero torni in Champions. Prandelli, Mutu, Jovetic: vi racconto la mia Viola"

L'ex centrocampista della Fiorentina è intervenuto in diretta sulla nostra pagina Instagram. Tanti gli aneddoti legati all'esperienza in Viola

Queste le parole di Zdravko Kuzmanović, in diretta sulla pagina Instagram di LaViola.it: "E' un momento difficile per tutti, il mondo è diventato pazzo, ma spero che si possa recuperare tutti il prima possibile. A Basilea ancora si può uscire, devi stare al massimo con 2-3 persone ed a 2 metri di distanza.

Possiamo uscire per comprare da mangiare, speriamo che le cose vadano meglio. Io adesso sto molto bene fisicamente: mi sono operato due volte, stavo tornando ma poi il virus mi ha fermato". L'ARRIVO IN VIOLA. "E' stata una delle mie esperienze migliori.

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Abbiamo giocato grandi partite, penso tante volte a Firenze e sto guardando tutte le partite. Spero torni in Europa la Fiorentina, magari di giocarci contro. Sono stato un paio di volte a Firenze per salutare i miei amici". VICINO AL PALERMO, POI LA VIOLA.

"Menomale scelsi la Fiorentina, era la miglior scelta potessi fare. Non parlavo nessuna lingua tranne il tedesco: per fortuna che c'era Ujfalusi che mi spiegava tutto, ci sentiamo ancora oggi, l'ho sentito pochi giorni fa per sentire se fosse tutto a posto".

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PRANDELLI. "Grande allenatore, mi piace molto come allena. Voleva sempre vincere, per un giovane era difficile imparare, ma mi ha dato tanto". L'IMPATTO CON L'ITALIA. "Mi servirono sei mesi, ero giovane. Il campionato italiano è duro, dovevo imparare la tattica, poi ottenni la fiducia dell'allenatore e giocai tanto, anche in Champions League.

Non dimentico tanto imprese, come quando siamo andati a vincere a Torino contro la Juventus". I TIFOSI VIOLA. "I tifosi ci davano una grandissima carica. Sono tifosi molto bravi, noi eravamo forti. Anche contro l'Everton facemmo una buona partita in casa, poi siamo andati in difficoltà al ritorno, ma ce la facemmo a passare il turno.

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Il ricordo più bello? La prima partita, quando mi fecero il coro "Kuz, Kuz, Kuz": impressionante, a volte la sera ci ripenso quando vado a letto. Fu da brividi anche quando tornammo da Torino vittoriosi. E' bello perché tutta la città tifa per la Fiorentina: ho giocato in tante squadre, non si trova ovunque questa cosa".

I GOL PIÙ BELLI. "Contro l'Everton, sicuramente, poi il primo gol di testa contro il Catania". SQUADRA DI PERSONAGGI. "Frey, Vargas, Mutu... Tutti personaggi, ma fortissimi e con esperienza. Ma non dimenticate Liverani, Montolivo, Toni, Santana, tutti giocatori anche di qualità.

Liverani mi ha aiutato tanto, mi diceva come spostarmi, mi diceva che lui avrebbe fatto massimo due tocchi e voleva che io mi trovassi sempre nella posizione giusta per ricevere il passaggio. Sapeva che mi serviva un aiuto, io ero molto fisico e giovane.

Mi piace tanto vedere che oggi sia diventato un bravo allenatore". I COMPAGNI PIÙ FORTI. "Jovetic era forte forte. Aveva tecnica, esplosione, faceva gol. Certo, Mutu quando aveva voglia era impressionante". LA FIORENTINA DI OGGI.

"Credo possano fare meglio di come stanno facendo ora, hanno la squadra e buoni giocatori, sono sincero. Possono sicuramente fare meglio. Ho visto che c'è il nuovo Presidente, ha portato Ribery. Credo voglia creare una buona squadra, spero solo che tornino a giocare in Champions, per la gente e per la città.

I singoli? Mi piace Chiesa, ha dribbling, corsa e tiro: bel giocatore". L'ADDIO ALLA FIORENTINA. "Potevo fare più anni a Firenze, anche se a Stoccarda mi sono trovato bene. A Firenze ho fatto tre anni belli, non sono andato via per la concorrenza, non ho mai avuto paura, però arrivò l'offerta dello Stoccarda e decisi di provare l'avventura in Bundesliga e mi avvicinai alla famiglia".

RAPPORTO CON CORVINO. "Molto buono, mi ha portato a Firenze ed ha sempre creduto in me". L'INTER. "La concorrenza era molto grande, ho fatto due anni e mezzo, è andata abbastanza bene, ma poi scelsi di tornare a casa. Se arrivi all'Inter sai che ci sono 30 giocatori molto forti.

Anche a Udine feci sei mesi buoni". CONSIGLI PER GLI ACQUISTI. "Il numero 10 del Basilea può diventare un bravo giocatore, non dico altro altrimenti il club si arrabbia... ". DOPO IL CALCIO. "Mi piacerebbe fare il dirigente, non credo di essere adatto per fare l'allenatore, perché sono troppo esplosivo caratterialmente.

Però vediamo, adesso voglio giocare altri due anni, poi si, mi piacerebbe fare il direttore sportivo". I SALUTI. "Grazie ragazzi, mi ha fatto piacere parlare di Fiorentina. Spero di tornare al Franchi per salutare tutti. Forza Viola!"

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