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Kean sfida Palladino. Il bomber viola a caccia del gol perduto contro il tecnico che lo ha rilanciato

Il centravanti viola ritrova l'allenatore con cui tanto bene aveva fatto l'anno scorso. L'obiettivo è caricarsi la Fiorentina sulle spalle

Partita carica di significati quella di domani tra Atalanta e Fiorentina. La Viola ritrova Raffaele Palladino, il suo recente passato. Sembra passata un’eternità da quel 28 maggio in cui il tecnico di Mugnano rassegnava le dimissioni e lasciava la dirigenza viola con un pugno di mosche in mano. Da lì l’arrivo di Pioli, un’estate di squilli di tromba e… il finale lo conosciamo tutti. Si è speculato a lungo sul grande rapporto umano che Palladino avrebbe instaurato con i suoi calciatori nell’anno di permanenza a Firenze. Si è detto che nei concitati giorni dell’esonero di Pioli e della scelta di Vanoli il gruppo squadra avesse messo compattamente la sua fiche sul ritorno del mister campano. Di sicuro, che almeno un giocatore lo rimpianga non ci sono dubbi. E quello è Moise Kean.

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SCOMMESSA VINTA. Fu proprio Palladino a reclamare l’acquisto del centravanti appena arrivato a Firenze. «Lo volevo già dai tempi di Monza, lo cercavo da tanto, ho sempre visto in lui le doti del gran giocatore», disse pochi mesi dopo. Convinse la proprietà a sborsare 18 milioni tra parte fissa e bonus. Una cifra considerevole, considerando che Kean veniva da una stagione da zero gol con la maglia della Juventus. Una scommessa vinta alla grande: 25 gol stagionali e una stagione da vero fenomeno. Un merito che non si può negare all’attuale tecnico dell’Atalanta: il primo artefice della consacrazione del bomber di Asti è indubbiamente lui.

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LA VOGLIA NON MANCA. Da quando se ne è andato, però, le cose sono cambiate. E non poco. Sia per Kean, sia per il resto della squadra. La Fiorentina naviga in acque torbide, è ultima in classifica. Il sostituto di Palladino, Stefano Pioli, ha fatto in tempo giusto a vedere i primi giorni di novembre prima di essere esonerato. È arrivato al suo posto Paolo Vanoli, ma almeno per ora non si sono registrati sensibili cambiamenti. E Moise ne ha inesorabilmente pagato le conseguenze. Certo, tutto si può rimproverargli tranne l’atteggiamento. Lotta come un leone, ci prova in ogni modo, spesso si intestardisce anche troppo nel tentare l’uno contro uno o il tiro. La voglia, insomma, è la stessa dell’anno scorso.

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MANCANO I GOL. All’appello mancano i gol. Sono solo due fino a ora, in 14 partite giocate. Per di più, uno è arrivato dal dischetto. Un bottino troppo magro. A maggior ragione dopo una stagione come quella precedente. La Fiorentina ha bisogno disperato delle reti del suo bomber. Anche perché, in un momento dove non funziona praticamente nulla, la sensazione è che serva una scintilla, una giocata estemporanea che possa regalare ai viola qualcosa a cui aggrapparsi e da cui ripartire. E Kean, tra tutti, sembra il giocatore più indicato. E chissà se rivedere il suo vecchio allenatore, l’uomo che ha più di tutti ha contribuito al suo rilancio, possa dargli il giusto stimolo per ritrovare il gol e caricarsi la Fiorentina sulle spalle.


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