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Kean, quanto pesa la batosta Nazionale. Ma con il Crystal Palace motivazioni extra per ripartire

Subito in campo a Verona, ma non era il vero Moise. La tibia va gestita, ma con gli inglesi serve il miglior Kean

No, non era il miglior Kean. Prevedibile, preventivabile. Ma la riprova del campo ha raccontato di un Moise ancora pesantemente condizionato dalla batosta in Nazionale. Pochi duelli vinti, nessun tiro in porta. Spento, depotenziato. E infine sostituito, sempre per colpa della tibia che è tornata a far male. A Verona Paolo Vanoli l'ha schierato subito titolare, dopo la delusione azzurra, ma il centravanti viola è rimasto sempre imbrigliato tra i centrali dell'Hellas. Tante giocate tentate in maniera individuale, nessuno scambio con i compagni, poca grinta nel tenere o smistare i palloni per la squadra.

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LA TESTA. «Purtroppo ha accusato il contraccolpo in Nazionale. Il calciatore deve sapere alzare la testa e reagire, e trovare la soluzione per tornare a essere grandi, come tutto il calcio italiano. Credo che Moise oggi abbia pagato più questo aspetto mentale, che fisico ha commentato ieri Vanoli a caldo -. Lui ha un problema alla tibia, lo sappiamo, e anche oggi ha ripreso un colpo lì. È un giocatore per noi importante e dobbiamo recuperarlo». Se le condizioni fisiche sono da gestire ma non preoccupano verso il Crystal Palace e i prossimi impegni, anche il tempo aiuterà a diradare le nubi nella testa di Kean. Due gol consecutivi, con l'Irlanda del Nord e la Bosnia, per provare a trascinare la Nazionale la scorsa settimana, ma la mancata qualificazione al Mondiale ha portato inevitabilmente ripercussioni sul ritorno in campo.

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DA DIMENTICARE. Quella rete sbagliata in ripartenza in Bosnia, il cambio probabilmente frettoloso di Gattuso e la disperazione come tutta l'Italia calcistica per l'esito dei rigori. Giorni duri per Moise. Che a Verona ha chiuso con appena 6 passaggi riusciti, il 54% di quelli tentati. Una miseria, mentre l'unico tentativo – da lontanissimo, con altri compagni piazzati meglio – è stato stoppato da Fabbian nel primo tempo. Una prova personalmente da dimenticare, come dimostra anche quella giocata con cui ha provato a intervenire sul tiro deviato di Gudmundsson (che poi si è arrabbiato con il centravanti viola).

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MOTIVAZIONI EXTRA. Ora per Kean e compagni c'è da preparare il Crystal Palace. Appuntamento che riaccende nelle ambizioni una stagione fin qui per tutti complicata. Anche per il 20 gigliato un'occasione per provare a voltare pagina. La musica della Conference, la sfida contro una squadra inglese, il palcoscenico europeo e il sogno, chissà, di poter arrivare a Lipsia. Ingredienti per un mix di motivazioni utili per ripartire. La Fiorentina ha terribilmente bisogno della miglior versione di Kean.


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