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Kayode: «Devo la mentalità vincente a Italiano. A Firenze sono stato da Dio»

Nel corso di una lunga intervista alla pagina social Chiamarsi Bomber, l'esterno ex viola ha raccontato il suo periodo a Firenze

Michael Kayode si sta imponendo in Premier League e sogna l'Europa con il suo Brentford. Sarà oggetto del desiderio di diversi club sul mercato. Lui intanto si guarda indietro e ripensa ai primi passi della sua carriera. «Ho trascorso sette anni bellissimi alla Juventus, un’esperienza che mi ha formato molto. A 14 anni sono andato in prestito al Gozzano e poi la Juve ha deciso di non puntare più su di me. A mio avviso avrei potuto restare, ma evidentemente non ero nelle loro idee. Fa parte del calcio».

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FIORENTINA. «È stata fondamentale. A Firenze sono stato da Dio. Aquilani è un allenatore preparato e molto umano, mi ha fatto crescere tanto. Con lui ho vinto anche Coppa Italia e Supercoppa Primavera. L'esordio in Serie A è arrivato in modo inaspettato: prima dell’esordio avevo fatto diverse panchine e poi Italiano mi ha lanciato titolare contro il Genoa».

ITALIANO. «E' un tecnico molto esigente, ti tiene sempre concentrato e non ti permette cali. Gli devo molto, soprattutto per la mentalità che mi ha trasmesso».

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