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Kalinic-Milan, la trattativa non decolla. E i rossoneri tornano su Aubameyang

Con in testa Aubameyang il Milan pensa sempre più in grande. Spifferi cinesi fanno balenare l’idea che Mister Li sia pronto a mettere a disposizione un extra budget per questa sessione di mercato. E dopo i primi sette arrivi tutte le attenzioni sono ora per il fronte d’attacco.

Così scrive La Gazzetta dello Sport. Detto che il croato Kalinic si è promesso ai rossoneri, è altrettanto vero che la trattativa con la Fiorentina fatica a decollare: 20 l’offerta, 30 la richiesta. Anche perché i vertici milanisti stanno seguendo passo passo le mosse di Pierre Emerick Aubameyang e dei suoi corteggiatori del Tianjin.

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Il governo cinese ha varato (in corsa) l’ennesima riforma regolamentare.

La luxury tax (del 100%) è stata ammorbidita, visto che il raddoppio delle tasse per il costo dei cartellini non varrà per i top player come Aubameyang: cioè i nazionali o quelli con score importanti in campionati di vertice.

Un po’ come avviene già in Premier. Tant’è vero che ieri un emissario del Tianjin è tornato alla carica a Dortmund, ma c’è anche il tappo sull’utilizzo in campo degli extra-cinesi. E questo è un punto a favore delle speranze rossonere.

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Non è un mistero che Fassone e Mirabelli sperino che il mercato nel Paese asiatico (stop tra una settimana) si chiuda senza botti.

Kalinic, come detto, resta assolutamente sul taccuino rossonero nonostante la difficoltà di fare breccia nel muro alzato da Corvino. Va anche sottolineato che Aubameyang non escluderebbe a priori il croato, e viceversa.

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