Kalinic: è la Fiorentina e non il giocatore a decidere il futuro se la clausola non viene pagata
E come è accaduto da ormai molte sessioni di mercato, anche quello di questo inverno per la Fiorentina è contraddistinto da un lungo tormentone. Che questa volta porta il nome di Nikola Kalinic. Tormentone perché se era stato fatto in una certa maniera probabilmente a oggi tutto era già stato definito, con la felicità di tutte le parti in causa.
Invece, è una storia con un finale ancora tutto da scrivere.
Tutto nasce verso la metà di dicembre, quando il patron Andrea Della Valle, all’insaputa di tutto e tutti, annunciò che la scorsa estate era stata messa su Kalinic una clausola rescissoria di 50 milioni di euro. Una bella cifra, sottolineando che “Abbiamo super blindato Kalinic con una clausola da 50 milioni di euro” e aggiungendo che “Sto cercando di blindarle tutti i nostri giocatori, da Bernardeschi in poi.
Quando diventano così forti mezza Europa viene a chiederteli, ci siamo abituati, ma siamo anche abituati a difenderci”. Parole che hanno fatto inorgoglire i tifosi viola, che dopo un periodo di ridimensionamento e autofinanziamento hanno intravisto la possibilità di un cambio di rotta all’interno della società viola per il futuro della Fiorentina.
Dopo pochi giorni, però, spunta l’interesse del Tianjin Quanjian di Cannavaro. Si parlò di una offerta di 40 milioni al club viola, prima 5 a stagione e poi 10 milioni a stagione per quattro anni al giocatore.
Cifre importanti, contro le quali è difficile opporsi o controbattere.
E prima della fine dell’anno, viene fuori da CdA della Fiorentina che il lavoro primario di Pantaleo Corvino è quello di rientrare di un buco di bilancio di 48 milioni, in parte già rientrati la scorsa estate con la cessione di Alonso ma non solo, che la società viola si porta dietro dal 2014.
Inizia un tira e molla, tra Italia e Cina con tante parole, tante voci ma nessuna offerta ufficiale dei cinesi alla Fiorentina.
Situazione rimasta invariata a oggi, a meno di due settimane dalla chiusura del mercato.
Attenzione: questo non vuol dire che l’interesse non ci sia o le cifre circolate sono state inventate. Ci sono intermediari che lavorano a questa operazione, mentre le società entreranno in gioco quando alla Fiorentina arriverà la proposta ufficiale.
Perché prima o poi arriverà.
In tutta questa situazione sono poi arrivate le parole del Presidente Mario Cognigni, che in qualche maniera potevano rassicurare la tifoseria viola: “Nessuna offerta concreta per Kalinic. La nostra filosofia è semplice: non vogliamo indebolire la rosa, ma allo stesso tempo non è più il momento di comprare senza avere un ritorno come abbiamo fatto in passato.
Il mercato? La Fiorentina sa già dove muoversi. E, cosa più importante di tutte, ha la forza per difendere i propri campioni, compresi Bernardeschi e Chiesa”.
Parole e argomenti che in qualche maniera potrebbero far pensare che per non indebolire la squadra davanti alla proposta cinese la Fiorentina potrebbe arrivare a dire di no e rifiutare la proposta.
La situazione, invece, sembra essere diversa.
La Fiorentina vuole i soldi dei cinesi. La proposta è troppo allettante e poi ci sarebbe anche una grande plusvalenza. Senza clausola probabilmente avrebbe già ceduto il giocatore anche per 35-38 milioni di euro.
Invece, la clausola c’è.
Da 50 milioni. E chiaramente davanti a questa situazione difficilmente Firenze e i tifosi viola potrebbero prendere, a una cifra inferiore della clausola, la cessione di Kalinic nella giusta maniera. Sarebbe l’ennesimo giocatore ceduto con il prezzo e/o modalità fatti dagli altri club e non quelli pensati dalla società viola.
Ecco che allora, come altre volte in passato, la palla passa al giocatore, almeno secondo la società viola.
Andrea Della Valle, domenica dopo la gara della Juventus, tra la gioia e felicità di tutti per aver battuto i bianconeri, ha affermato che “Quello di Kalinic è un discorso delicato, sento delle cifre che non mi risultano, ma il problema è anche capire cosa vorrà fare il ragazzo”.
Il discorso finale è semplice: se i cinesi del Tianjin Quanjian dovessero arrivare a pagare la clausola rescissoria di 50 milioni la Fiorentina non entrerà nemmeno in gioco, visto che il giocatore non può certo rifiutare 10 milioni a stagione per i prossimi 4 anni; se invece i cinesi dovessero arrivare a fare una offerta ufficiale al di sotto della clausola rescissoria sarà la Fiorentina a decidere o meno il futuro di Kalinic.
E forse sarebbe anche quello che sperano in molti, per una volta vedere la Fiorentina ‘battere’ anche i grandi club o chi ha tanti soldi sul mercato.
Infine, difficilmente la Fiorentina potrà accontentare tutti quei tifosi che credono o pensano che i soldi che saranno ricavati dalla eventuale cessione di Kalinic saranno reinvestiti sul mercato per prendere alcuni giocatori.
Una parte serviranno per ripianare (definitivamente?) il buco di bilancio e poi sarà ricordato che a gennaio è difficile fare operazioni significative e importanti.
Il tutto, e qui se lo dovrebbero ricordare tutti, che per giocatori competitivi non tanto il costo del cartellino ma quello dell'ingaggio è quasi sempre di un certo livello, mentre da anni uno degli obiettivi della società è quello di abbassare il monte ingaggi eliminando gli ingaggi più alti.
Non resta che attendere e capire che finale sarà scritto a questo nuovo tormentone di mercato.



Lascia un commento