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Juric a VI.IT: "Simeone ancora un diamante grezzo ma caratterialmente è un fuoriclasse. Può diventare un top"

Giovanni Simeone è stato il grande protagonista della vittoria di ieri sul Napoli, decisa proprio da una sua tripletta. Il Cholito ha portato tre punti alla Fiorentina ed ha superato il suo record di reti segnato l'anno scorso al Genoa.

A LaViola.it ha parlato proprio il tecnico dei rossoblu della passata stagione Ivan Juric.

Con tre reti Giovanni Simeone ha steso il Napoli, ma è solo la punta della crescita vista in questa stagione. Lei che lo ha allenato al Genoa che se lo aspettava?

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“Mi aspettavo questa crescita. Ha avuto qualche problema all’inizio al Genoa ma solo perché davanti a lui c’era Pavoletti ma quando ha trovato spazio ed ha capito come giocare in Italia ha fatto bene. Ha tutto per migliorarsi ancora, ha una volontà incredibile”

Ha tutto per migliorarsi, e può ancora crescere tanto...

“Sta crescendo molto, Giovanni è un diamante ancora molto grezzo e sono certo che migliorerà in tutto, sia tecnicamente che in protezione della palla. Sta facendo passi in avanti molto importanti e con questa voglia che ha sicuramente arriverà al massimo.

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Ieri ha fatto dei movimenti impressionanti per tutta la partita, ha messo in difficoltà il Napoli per 90 minuti. Ha grandissime doti caratteriale ma anche fisiche. Lui è un fuoriclasse da questo punto di vista”.

Intanto Simeone ha battuto il suo record di reti realizzato proprio al Genoa, ma in ottica futura può diventare un top?

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“Per me è un attaccante un po’ particolare perché ha caratteristiche diverse da altri centravanti magari più conosciuti, ma può diventare un top. Il suo movimento continuo con questi tagli in profondità che abbiamo visto anche ieri lo rendono un attaccante difficilissimo da marcare e non ha limiti perché ha una volontà di ferro.

Poche volte ho visto uno così, rimaneva anche dopo gli allenamenti ad allenarsi e studiare i video. Vive di calcio, arriverà al top”.

In conclusione ci può raccontare un aneddoto su Giovanni Simeone? “Mi piaceva provocarlo un po’, metterlo in competizione per prenderlo in giro.

Ha una competitività pazzesca e io mi divertivo a stuzzicarlo proprio su questo, con sfide e giochi e magari lo facevo pure perdere. E’ stato un piacere allenarlo per questo spirito incredibile che lo contraddistingue”.

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