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Jovetic: "A Firenze esperienza unica. Vorrei che Montella restasse"

L'ex viola ha parlato della sua esperienza a Firenze e non solo. Ecco l'intervista a La Gazzetta dello Sport

Stevan Jovetic, potenziale fenomeno che non ha saputo rispettare le aspettative, è tornato a parlare. A La Gazzetta dello Sport l'ex giocatore anche della Fiorentina ha ripercorso la sua carriera soffermandosi più volte sull'esperienza fiorentina.

Qualcosa che non rifarebbe? "Che domandone, dura rispondere. Il periodo di Firenze è unico, città splendida e gente appassionata. Andai al Manchester City, nel 2013, per ambizione: mi voleva la Juventus, ma non avrei mai potuto tradire i miei tifosi.

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Al contempo, però, volevo vincere: la Premier, il campionato più difficile in assoluto, e la Coppa di Lega sono indimenticabili. L’errore fu rifiutare il Real Madrid nel 2009, non ero pronto. Ecco, se potessi tornare indietro...

". Chiesa, per certi aspetti, è lo Jovetic di oggi? "Situazioni simili, ma ognuno decide con la propria testa. Un consiglio da dargli? Non deve ascoltare tutte queste voci, conta solo il campo. Al momento giusto farà le opportune valutazioni".

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Un pronostico per domani? "Match aperto, spero nel successo della Fiorentina. L’Inter è un’ottima squadra, tuttavia meno attrezzata della Juve: Sarri ha più di 20 titolari, questo potrebbe incidere nella lotta per lo scudetto".

Montella rischia la panchina: sensazioni? "Ottimo allenatore, vorrei che restasse. Quanto mi fece divertire con il suo gioco, veloce e sempre palla a terra. E c’era qualità, le ricordo l’attacco: Jovetic al centro da “falso nueve”, Cuadrado a destra, Ljajic a sinistra.

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E sa una cosa? Conservo un file con le mie migliori giocate, con quei riccioloni al vento, delle stagioni con la Viola: le guardo ancora. Non per nostalgia, mi aiutano a caricarmi".

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